L’AQUILA – È morta dopo 8 mesi di agonia in ospedale la 74enne Margherita Villante, la donna aggredita da un pitbull in un’abitazione nella frazione aquilana di Sant’Elia.
La signora aveva subito già diversi interventi chirurgici e l’amputazione parziale di entrambe le braccia ed era ricoverata all’ospedale “San Salvatore”, nel capoluogo regionale, in vista delle applicazioni delle protesi nella speranza di poter tornare a una vita decente. Ma tutto è finito in tragedia a causa di complicazioni da accertare.
L’aggressione è avvenuta lo scorso 17 luglio: la donna si trovava insieme alla sorella che era arrivata all’Aquila da fuori regione per un trasloco in una villetta a schiera che si trova a Sant’Elia, non lontano dal Progetto Case, dove stavano preparando degli scatoloni in quanto la casa era stata ceduta.
L’animale era fuggito dalla porta lasciata aperta di una casa vicina attaccando la vittima e, successivamente, ferendo anche la proprietaria.
Sul caso indaga la polizia. La Procura della Repubblica ha bloccato i funerali visto che è stata disposta l’autopsia. Ora cambierà anche il reato per il quale si procede visto il decesso e si potrebbe contestare la morte come conseguenza di altro reato o omicidio colposo in luogo delle lesioni gravissime. L’avvocato Donatella Boccabella rappresenta le parti lese.
Il fatto è destinato ad avere grossa risonanza per il clamore suscitato dalla recente morte della neonata uccisa da un cane della stessa razza ad Acerra, in Campania, mentre stava dormendo con il padre.






