L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo due interventi del consigliere comunale dell’Aquila Roberto Tinari, critici sulla decisione della giunta comunale di avallare il registro per le unioni civili e sulla scelta di costruzione dell’Auditorium del Parco, progettato dall’architetto Renzo Piano.

SULLE UNIONI CIVILI

Dopo l’opportuno e profondo intervento dell’Arcivescovo, Monsignor Molinari, e del sottoscritto, anche l’Associazione Cattolica ha preso una netta posizione contro la decisione della giunta comunale dell’Aquila di istituire il registro per le unioni civili.

La cosa non può che farmi piacere; sinceramente avevo il timore di essere tra i pochi a censurare il vergognoso provvedimento dell’esecutivo comunale, che offende i valori della famiglia e lede la sana istituzione del matrimonio, uno dei “pilastri” della nostra Costituzione.

Mi auguro che la contestazione a quella scellerata decisione del sindaco Cialente e dei suoi assessori salga di tono e che le voci di dissenso aumentino giorno per giorno. Una sensibilizzazione dell’opinione pubblica contro lo scempio della famiglia, che l’Amministrazione sta portando avanti, potrebbe essere decisiva per bocciare sonoramente la delibera, una volta che la stessa approderà nell’aula del consiglio comunale.

SULL’AUDITORIUM DI RENZO PIANO

Ho ricevuto l’invito a partecipare all’inaugurazione dell’Auditorium di Renzo Piano, prevista per domenica 7 ottobre. Non parteciperò a quell’iniziativa e il sindaco Cialente può consegnare al Direttore del Conservatorio dell’Aquila l’invito a me riservato.

E’ noto a tutti il pensiero mio e di moltissimi nostri concittadini su quella costruzione, che ha “ucciso” la visuale maestosa del Forte Spagnolo, dalla prospettiva della Fontana Luminosa. Una scelta inadeguata e penalizzante di una delle maggiori bellezze architettoniche del nostro paese.

Una decisione presa senza coinvolgere né la città, né tantomeno il suo massimo organismo di rappresentanza, il consiglio comunale. Piano di ricostruzione, concorsone, opere pubbliche. E ora l’Auditorium. Tutte scelte strategiche che dovevano essere doverosamente sottoposte al giudizio o, quantomeno, alle proposte degli Aquilani.

Invece Cialente e la sua squadra, come sempre, hanno agito in base ai loro gusti personali. Con tutto il rispetto e l’ammirazione per il Presidente della Repubblica, per il Maestro Abbado e per l’architetto Renzo Piano, non intendo prendere parte all’inaugurazione di domenica prossima, per protestare silenziosamente contro un’amministrazione, quella del Comune dell’Aquila, che ha lavorato per impedire alla città di partecipare a questo come ad altri processi decisionali.

L’Auditorium, ovviamente, andava costruito, ma poteva essere scelta una collocazione ben diversa, più funzionale e soprattutto meno penalizzante per il tessuto storico e architettonico dell’Aquila.

A questo si aggiunga che, in base a quanto riferito dai ‘media’, la “spartizione” dei posti per assistere all’evento mi sembra una sorta di lotteria, di cui si conoscono già i non vincitori: i cittadini aquilani.

In ogni caso sarà una serata all’insegna della musica; giusto che abbia un’opportunità in più il Conservatorio, tempio della cultura musicale che tutta l’Italia ci invidia.