L’AQUILA – “Non c’è stata alcuna rissa o litigio tra i presenti. È stata una riunione molto difficile, nel corso della quale era evidente il pathos dei presenti perché si parlava di questioni molto importanti e delicate”.
L’assessore alle politiche sociali Stefania Pezzopane fornisce la sua versione sull’incontro tra dirigenti e assessori della maggioranza riunitisi intorno ad un tavolo per discutere delle figure professionali da ricercare con il mega concorso che prevede 300 assunzioni con contratto a tempo indeterminato, così come previsto dalla legge Barca.
128 solo per il Comune dell’Aquila, 72 per gli altri municipi del cratere, mentre altri 100 persone entreranno nell’organico del ministero delle Infrastrutture che le “girerà” ad altri enti: 25 a ciascuno dei due nuovi uffici speciali, 40 alle Province e 10 alla Regione. Secondo quanto previsto il 50 per cento dei posti sarà riservato per stabilizzazioni dei lavori che attualmente prestano servizio negli enti locali, mentre il 50 per cento restante sarà dedicato a nuove assunzioni ex novo.
“L’Amministrazione ha necessità di inviduare quali figure professionali dovranno essere reperite attraverso il bando e le suggerirà al Governo, che comunque non è detto che terrà conto delle indicazioni fornite”.
Un concorso per gestire la fase della ricostruzione, nell’immaginario collettivo, è pensato e studiato per fornire personale tecnico e specializzato nel campo: “Ma non può essere una prova solo per super tecnici – ha spiegato l’assessore – la ricostruzione non è solo urbanistica ma anche sociale. La richiesta di inserire cinque insegnanti è mia e la rivendico con orgoglio. Il mio settore, solo per fare un esempio, può contare su 40 precari che si occupano di assistenza alla popolazione, assistenti sociali, diritto allo studio. Più di 20 educatrici negli asili nido sono precarie. Anche in altri settori sono moltissimi i lavoratori a cui a fine dicembre scadrà il contratto. E cosa accadrà allora? Bloccheremo la città?”
Inizialmente “il concorso era stato pensato solo per ingegneri, architetti e geometri. Ma una città non si può ricostruire senza servizi al cittadino. Servizi che oggi si reggono anche grazie al personale precario”.
Sulle urla e le parole grosse che sarebbero volate nel corso dell’incontro la Pezzopane smorza le polemiche con una battuta: “E’ chiaro a tutti che a fronte di una percentuali di stabilizzati ce ne sarà un’altra (sono 230 in tutto il personale con contratto in scadenza a fine anno, ndr) che rimarrà fuori. Problemi di cui non si può parlare a cuor leggero. Ma nessuno urlava. Anzi sì, un dirigente, che ha problemi di udito e che per farsi ascoltare alzava la voce”. (g.a.)



