L’AQUILA – I rifiuti indifferenziati dell’Aquila saranno conferiti al Cpgesa di Sulmona con un risparmio, rispetto al 2013, di 600 mila euro l’anno.
A darne notizia è il presidente dell’Aquilana società multiservizi Francesco Rosettini, da poco subentrato al suo ex Luigi Fabiani.
La novità arriva a pochi giorni dall’ultimatum del sindaco Massimo Cialente che qualche giorno fa, in una riunione con i vertici dell’azienda e le rappresentanze sindacali dei lavoratori, ha minacciato una privatizzazione o una liquidazione dell’azienda, dato il mancato rispetto del contratto di servizio e i conti in rosso.
“È bene evidenziare che tale aggiudicazione, alla tariffa economicamente più conveniente di sempre, permetterà all’Azienda, e di conseguenza al Comune e ai cittadini Aquilani, un risparmio in termini relativi rispetto al 2013 di oltre 600 euro”, afferma Rosettini.
I rifiuti, fino allo scorso gennaio, erano conferiti al Cirsu di Teramo, con un affidamento diretto al Consorzio stabile ambiente (Scarl) di cui fa parte la ditta aquilana Csa di Augusto Iovenitti, ma negli scorsi giorni era arrivata l’interruzione del servizio da parte del sito teramano.
Tra le probabili cause della sospensione del servizio, secondo quanto si è appreso, ci sarebbe stato il parere negativo della Regione, in quanto il sito non avrebbe le autorizzazioni necessarie per trattare l’indifferenziato che veniva smaltito al prezzo di 135 euro a tonnellata.
“Considerando anche che le quantità di rifiuti da conferire nel 2014 saranno inferiori all’anno passato, stante l’avanzare della raccolta differenziata porta a porta, il risparmio complessivo in termini assoluti supererà il milione di euro – prosegue Rosettini – Ciò, unitamente ad ulteriori interventi ed efficientamenti attualmente al vaglio dell’Azienda – prosegue Rosettini – lascia ragionevolmente prevedere un riallineamento dei conti nell’anno in corso”.
“Pur nella consapevolezza delle difficoltà da affrontare in un momento di congiuntura economica così sfavorevole e, pertanto, delle esigenze della Spending Review”, Rosettini si dice convinto che l’Azienda, “in primis con l’aiuto dei lavoratori ai quali va il suo personale ringraziamento per l’impegno e la dedizione da sempre profusi, potrà centrare gli obbiettivi e seguire la strada indicata dalla proprietà e dal sindaco: rimanere in mano pubblica e mantenere i livelli occupazionali”.
“Il debito di Asm con Aciam è di 2 milioni di euro, ovvero due terzi del capitale sociale dell’azienda: c’è il rischio che il Comune, per coprirlo, ceda come contropartita la maggioranza di Asm all’Aciam”.
A denunciarlo in un incontro con la stampa il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale all’Aquila, Guido Liris, e altri consiglieri di opposizione, che hanno sollevato numerose criticità sulla situazione dell’Aquilana società multiservizi, ex municipalizzata che si occupa della gestione dei rifiuti.
Secondo il consigliere forzista, la situazione societaria rende concreta l’ipotesi di una cessione all’Azienda consorziale di igiene ambientale marsicana, presieduta da Lorenza Panei, “già segretario comunale del Partito democratico di Avezzano”, come malignamente fatto notare dai consiglieri aquilani di centrodestra.
Se la cessione andasse in porto, secondo Liris, “nell’ambito della creazione della nuova Agenzia gestione impianti regionali, il punto di riferimento per la provincia dell’Aquila diventerebbe l’azienda marsicana, con l’esclusione dell’Asm e quindi del capoluogo”.
Liris ha ricordato anche che l’Asm “ha un credito con l’amministrazione comunale di 3 milioni di euro che, se versati, sarebbero più che sufficienti a ripianare il debito”.
“Se l’azienda promuovesse un’ingiunzione di pagamento, il Comune resterebbe senza quattrini”, ha sottolineato Imprudente, criticando l’amministrazione. Marianna Galeota





