L’AQUILA – L’appalto per la fornitura di protesi e altro materiale ortopedico lievitò da 2,5 a 15 milioni in maniera illegittima, per questo la procura dell’Aquila ha iscritto sul registro degli indagati dieci persone, tra cui il manager della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Giancarlo Silveri, prossimo al ritiro per tentare l’avventura in politica.
Con lui figurano il predecessore di Silveri, Roberto Marzetti, il direttore amministrativo dell’azienda, Paolo Gentile, la direttrice dell’ufficio beni e consumo Franca Milani, il primario di Ortopedia del San Salvatore, Stefano Flamini, un altro medico, Filippo Fiori e i membri della commissione di gara Alexander Di Francesco, Massimo Pezzopane e Carla Pasqua. Inoltre c’è Domenico De Nardis, dirigente del settore Avvocatura del Comune dell’Aquila, che ha una convenzione con la Asl, che avrebbe espresso parere favorevole alle modalità con cui si è svolta la gara.
L’inchiesta è solo agli inizi, quindi le posizioni di alcuni indagati, nel prosieguo, potrebbero essere riviste. Per loro l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata all’abuso d’ufficio e alla turbativa d’asta.
“Ho la coscienza a posto – ha dichiarato Silveri al quotidiano Il Centro – e credo di poter uscire a breve da questa vicenda”.
“Se così non fosse – aveva detto il direttore generale nei giorni scorsi – non tornerò in politica e non mi candiderò”.
La scorsa settimana, infatti, Silveri aveva fatto un primo incontro all’hotel aquilano Canadian per mettere insieme alcuni esponenti del mondo moderato preannunciando una sua volontà di scendere in campo alle regionali, dopo le esperienze da sindaco di Santa Marinella (Roma) e quella, brevissima, da assessore al Bilancio dell’ultima Giunta di Biagio Tempesta, poco prima delle elezioni del 2007, che segnarono il ritorno in mano al centrosinistra del governo cittadino.





