L’AQUILA – È arrivata stamattina sui rilievi aquilani e marsicani la prima neve della stagione. 

Imbiancate le cime del Gran Sasso di Campo Imperatore e Campo Felice e i tetti dei centri montani in quota. 

Anche Rocca di Cambio, Tornimparte, Campotosto, Pescasseroli e Lucoli si sono svegliate sotto la prima coltre bianca della stagione. 

Un primo assaggio di inverno annunciato già dalle previsionei meteo che avevano previsto l’arrivo dell’aria artica di Attila dall’Islanda che non ha tardato a gelare L’Aquila con un brusco calo di temperature che non abbandonerà il capoluogo per tutta la prossima settimana. 

Una giornata segnata dal freddo intenso, ma anche dal sole che ha fatto capolino nella tarda mattinata. 

La neve è arrivata anche fino alle quote più basse del Gran Sasso come Fonte Cerreto, ma restano tanti dubbi su un avvio della stagione sciistica “in emergenza in attesa che si concluda il bando per l’affidamento delle strutture ai privati”, come spiega ad AbruzzoWeb Luigi Faccia, direttore della scuola di sci Assergi e alla guida del comitato che chiede l’indizione di un referendum per rimodulare i confini del Parco Nazionale del Gran Sasso e la riduzione dell’area soggetta ai Sic, i siti di interesse comunitario, che si estende per 1.500 ettari.

“Negli altri impianti si preparano già a sparare neve arificiale e noi siamo ancora così – aggiunge – Siamo in emergenza perché i soldi del Comune, 100mila euro alla seggiovia Fontari Campo Imperatore e 20mila alla seggiovia Scindarella, arrivano solo ora”. 

“I lavori di manutenzione si sono avviati tardi quando si sarebbero potute fare le cose per tempo – sottolinea – I soldi messi dalla Giunta sono una pezza per continuare a far funzionare gli impianti in vista della futura privatizzazione, ma la stagione come sempre parte a singhiozzo. Siamo davvero scoraggiati. La volontà del Comune c’è ma con tutti i vincoli la strada per un futuro è ancora lontanissima. All’Aquila non si vuole capire che il vero motore per la ripartenza è solo uno: il turismo del Gran Sasso, ma sembra che molti non lo capiscano”. (m.gal.)