L’AQUILA – “Credo nelle istituzioni a cominciare dalla giustizia. La verità sulla mia estraneità ai fatti verrà fuori, sono fiducioso sull’operato della magistratura”.
L’ex assessore comunale Vladimiro Placidi, con delega alla Ricostruzione dei beni culturali, parlando con AbruzzoWeb sceglie di non entrare nei dettagli dell’inchiesta della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila che lo vede indagato per corruzione, falso e truffa aggravata.
La vicenda riguarda i puntellamenti fatti su palazzo Carli, sede del rettorato dell’Università dell’Aquila, nel centro storico cittadino, e la progettazione di alcuni moduli abitativi provvisori (Map).
I fatti si riferiscono a un periodo in cui Placidi rivestiva tre incarichi nella ricostruzione: assessore comunale, direttore del consorzio dei Beni culturali (in aspettatova) e architetto libero professionista.
Secondo le accuse, avrebbe fatto da tramite per l’avvio dell’appalto sulla sede dell’ex rettorato, nel quale sarebbe anche entrato con la società di cui detiene alcune quote.
La procura sta cercando di fare chiarezza sul ruolo svolto da Placidi nell’individuazione della seconda società affiancata a quella già impegnata nei puntellamenti.
ll domicilio del sospettato e l’ufficio della sua società sono stati perquisiti, le carte acquisite restano sequestrate.
Placidi è difeso dall’avvocato Fabio Alessandroni che ieri, contrariamente al suo assistito e nonostante le numerose sollecitazioni, non ha risposto ai cronisti di questo giornale. (e.m.)



