L’AQUILA – Ammesso che sia possibile, il Pdl aquilano potrebbe ritrovarsi ancor più nei guai di quanto non lo è già.
Il tempo perché il Popolo della libertà, già di per sé falcidiato da tensioni e defezioni, faccia parte della squadra che sta costruendo il docente dell’università dell’Aquila Pierluigi Properzi, indicato come candidato sindaco del centrodestra ufficiale ma mai investito dai vertici del Pdl, infatti, sta per scadere.
Neppure nella giornata appena terminata il Pdl ha posto la parola fine a una querelle diventata un tormentone.
Eppure, ieri all’Aquila il coordinatore regionale, Filippo Piccone, ha incontrato i vertici provinciali del partito per un summit che si annunciava definitivo e che, invece, non ha portato alla fumata bianca.
Questo dopo che lunedì era andata in scena una riunione operativa alla presenza dello staff di Properzi, di esponenti del Pdl, come i fratelli Santangelo e anche l’esperto di comunicazione di fiducia del Pdl Vittorio Forte, immancabile in queste occasioni.
Si riproverà oggi, cercando di sbloccare la situazione con incontri all’Aquila, ma soprattutto a Roma, dove della questione del capoluogo d’Abruzzo si occuperanno i vertici nazionali.
A una quarantina di giorni dalle elezioni amministrative dell’Aquila la pazienza del professore, sceso in campo, per ora, con la lista civica “Domani L’Aquila”, si sta per esaurire.
Non fa polemiche né alza la voce l’uomo catapultato nell’agone politico dopo una lunga e onorata carriera accademica e dopo essersi costruito una immagine da urbanista di rilievo nazionale; ma con il proverbiale equilibrio e con un analisi lucida, dopo giorni di silenzio, a suo modo, lancia un ultimatum.
“Quando il tempo massimo sarà finito, prenderò altre decisioni, e quel tempo è vicino”, spiega con pacatezza ma con determinazione il professore parlando con AbruzzoWeb.
“È chiaro – aggiunge – che il mio progetto sta cambiando, avevo chiesto come condizione importante la convergenza che ora è un difficile visto che si stanno radicalizzando le posizioni”.
Non nomina il Pdl, chiarendo: “Non entro nelle scelte dei partiti, scelgono con le loro strutture e i loro organismi, rispetto al massimo quello che avviene. Non ho motivi di dubitare su quello che si dice, i dubbi mi vengono sui comportamenti dei singoli che decidono il contrario di quanto stabilito dai dirigenti”.
Nonostante tutto, Properzi parla positivo e crede ancora che ci sia tempo di affermare quella che lui considera una storica azione riformatrice.
“Mi sono messo in gioco senza secondo fini in un momento di congiuntura particolare visto che la città è nel fermo più totale – spiega – Pensavo e penso ancora in una risposta politica da un partito autorevole”.
Il professore andrà avanti comunque, convinto che la sua esperienza possa servire nella prossima consiliatura, quando l’agenda politica sarà incentrata sulla storica sfida della ricostruzione dell’Aquila e del suo territorio.
“La mia campagna elettorale – continua – è diversa da quella degli altri. Parlo anche alla società che vive di rendita professionale, politica e culturale. Se questo rilevante pezzo di società che vive così dal 1500 non si rimette in gioco, L’Aquila è finita”.
Non manca una stoccata agli avversari. Per Properzi “è l’inizio di una ricostruzione di una rappresentanza. Per costruirla la relazione dei soggetti ai quali viene affidata devono essere consolidata, forte, stretta, autorevole. Non possiamo affidarci allo starnuto di un teramano o al pruderì di un chietino” attacca, riferendosi al presidente della Regione, Gianni Chiodi, e al vice coordinatore regionale del Pdl, Fabrizio Di Stefano.
In chiusura una bordata al candidato sindaco del movimento “L’Aquila città aperta”, Giorgio De Matteis, uomo forte del centrodestra che con la sua coalizione composita viene dato avanti alla coalizione ufficiale.
“Uno come De Matteis è stato a lustrare le scarpe di Chiodi, tutt’al più sarà il progetto politico di un altro non degli aquilani. Ma la gente capirà”.
CITTA’ APERTE: “INCREDIBILI DICHIARAZIONI DI PROPERZI”
“Incredibili le dichiarazioni rilasciate ad AbruzzoWeb dal professor Properzi che dovrebbe essere il candidato a sindaco del Pdl”.
Ad affermarlo è il coordinatore della lista Città nuove, Giuliana Vespa.
“Il professor Properzi afferma candidamente: ‘non possiamo affidarci allo starnuto di un teramano od al pruderì di un chietino’ riferendosi al Presidente della Regione Gianni Chiodi (Pdl) ed al Vice Coordinatore regionale del Pdl Fabrizio Di Stefano. Ed ancora ‘ uno come De Matteis è stato a lustrare le scarpe di Chiodi ecc. ecc.’. Il professor Properzi attacca frontalmente e pubblicamente i vertici del Pdl abruzzese circostanza questa che dovrebbe portare il partito di Alfano ad escluderlo immediatamente da ogni velleità di candidatura”.
“Ricordiamo, che per molto meno, un tesserato del Pdl ha chiesto l’espulsione dal partito del presidente Chiodi, accusato di avere presunte simpatie nei confronti di Giorgio De Matteis“.
“Le affermazioni del professor Properzi confermano il palese scollamento con l’elettorato di centrodestra da parte di colui che è stato imposto dai vertici locali del partito. Francamente tale aspra determinazione del professore sarebbe stata lecito attendersela nei confronti di Cialente e di una sinistra che solo guai ha prodotto alla nostra città”.
“Città Nuove, che ha scelto di appoggiare apertamente Giorgio de Matteis, non può non esprimere totale e convinta solidarietà a Gianni Chiodi ed a Fabrizio Di Stefano!”.






