L’AQUILA – Pdl, se ci sei batti un colpo. È questo il messaggio che lancia il capogruppo della Destra in Consiglio comunale, Luigi D’Eramo, al partito leader del centrodestra per tentare di scuoterlo dal torpore in cui sembra essersi rintanato in un mistico torpore pre-elettorale.
Eppure la primavera 2012, le amministrative per la scelta del primo sindaco della ricostruzione e la campagna elettorale sono dietro l’angolo. Un appuntamento talmente vicino che il partito di Storace è pronto ad aspettare le mosse degli azzurri, “ma non in eterno” spiega D’Eramo, secondo cui le primarie erano e rimangono lo strumento migliore per individuare il competitor della coalizione.
Ma il Pdl non ci sta e, per bocca del vice coordinatore comunale Roberto Santangelo, respinge le accuse al mittente: “È strano che a D’Eramo siano sfuggite le numerose iniziative realizzate dal coordinamento provinciale e comunale del Pdl dell’Aquila che hanno vista la partecipazione di numerose persone – aggiunge – Le oltre 3 mila adesioni al Pdl, solo nel comune capoluogo, rappresentano la migliore risposta a quanti affermano che il partito è immobile”.
“Ad oggi – dice però D’Eramo – non è stata data alcuna risposta alla proposta che abbiamo fatto qualche mese fa: ovvero quella di organizzare primarie aperte alla città. Rappresenterebbe il modo migliore per recuperare un corretto equilibrio tra politica e cittadini, che in questo modo sceglierebbero il candidato migliore. Perché una cosa deve essere chiara: il sindaco deve essere scelto dalla città”.
“Con le primarie, inoltre, si inizierebbe a costruire un percorso partecipato per la costruzione di un nuovo progetto politico che, come hanno più volte anche importanti leader del Pdl (su tutti il segretario nazionale, Angelino Alfano), non può prescindere dalle primarie”.
Di fronte a tutto questo fermento il segretario regionale della Destra afferma di riscontrare un “silenzio imbarazzante, specialmente rispetto a quella che era stata la nostra proposta, visto che le primarie andranno fatte per tempo, per intavolare un dibattito politico serio, per presentare programmi e proposte, senza che vi sia l’influenza dell’imminente scadenza elettorale”.
“Se non ci saranno le primarie – aggiunge – sarà una sconfitta politica del centrodestra e, a quel punto, noi valuteremo come approcciarci alle elezioni e quale apporto dare alla coalizione”.
Anche se è già in cantiere una lista al momento non si pensa, in maniera concreta, ad una via alternativa.
“Il Pdl ha un unico alleato. La Destra. Sia a livello nazionale sia a livello locale. Il partito di Berlusconi non può scegliere da solo se fare o non fare le primarie. Ci aspettiamo una risposta per rispetto degli alleati, della città e di tutti quei movimenti civici che potrebbero essere interessati ad avvicinarsi al centrodestra. Il silenzio che invece sta arrivando dal Pdl sta danneggiando l’intera coalizione. Per questo abbiamo chiesto un vertice urgente. Sembra che non si accorgano che le elezioni saranno a maggio, cioè tra cinque mesi. È preoccupante”.
E se l’immobilismo dovesse perdurare? Qual è lo scenario che il consigliere comunale e assessore provinciale alle politiche sociali prefigura per il suo partito.
“Sicuramente aspettiamo un cenno dal Pdl, ma non rimarremo fermi a vita. Noi siamo in condizione di poter esprimere candidature, programmi e idee nell’ambito delle coalizione. Ciò non vuol dire che la nostra proposta sarà prevalente, ma che ci stiamo muovendo”.
E con l’Mpa i rapporti come sono? Qualche giorno fa D’Eramo e il coordinatore comunale del partito, Corrado Ruggeri, hanno tenuto una conferenza congiunta sul bilancio del Comune. Un’alleanza che a livello nazionale è inedita, visto che il partito del governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, è collocato nel Terzo polo.
“Sia in Regione sia in Provincia l’Mpa è in maggioranza, e al Comune dell’Aquila ha coerentemente sostenuto campagne e iniziative all’opposizione”.
Parli di Mpa e non puoi non pensare al vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, il cui nome per la candidatura a sindaco viene invocato da più parti (non certo nel Pdl, nonostante un corteggiamento iniziale).
“Non immagino l’Mpa senza De Matteis. Più che parlare di candidature di singoli l’appello che rivolgo è a riunire tutte le forze della coalizione, anche alle formazioni civiche”.
“Se De Matteis si candidasse in antitesi ad un competitor del Pdl penso sarebbe uno scenario apocalittico per il centrodestra intero. Ci sono più vedute su programmi e candidature? Si facciano le primarie: in quella sede ognuno potrà esprimere il meglio e sottoporsi ad un primo giudizio degli elettori. Bisogna evitare qualsiasi spaccatura, con due candidati del centrodestra”.
D’Eramo si sofferma, inoltre, su quella che saranno i temi dell’agenda politica del suo partito, che verranno presentati alla città con un evento pubblico che si svolgerà tra il 15 ed il 20 gennaio.
“Stiamo lavorando ad un progetto politico che sia rappresenti politica e cittadinanza: stiamo preparando una lista fatta di giovani, professionisti, molti dei quali si confrontano per la prima volta con una sfida amministrativa. Bisogna prendere un treno, quello del rinnovamento della classe dirigente di questa città”.
“La proposta politica, invece, sarà articolata. Abbiamo affidato ad un team di esperti (economisti, tecnici per la ricostruzione, esperti in campi della cultura o delle opere pubbliche) per proporre quella che sarà la nostra idea per la città e, soprattutto, valutare quale potrà essere la vocazione del futuro della città“.
Sul momento che, invece, sta attraversando il centrosinistra e il sindaco uscente, Massimo Cialente, D’Eramo non nasconde le sue perplessità.
“Cialente mi dà l’idea di essere ormai isolato, di essere stato lasciato solo dai suoi stessi alleati. Il sindaco ha imposto la sua candidatura, creando una spaccatura che è solo la punta dell’iceberg di un fallimento amministrativo che ha contrassegnato la sua consigliatura. Il centrosinistra si può battere, a patto che..”
A patto che?
“A patto che il centrodestra si svegli dal letargo e si tolga dal torpore, che peraltro non gli appartiene, e inizi a confrontarsi con la città”.
LA RISPOSTA DEL PDL
“Già negli ultimi mesi la Destra, per mezzo del suo portavoce comunale, aveva polemizzato con l’atteggiamento prudente del Popolo della libertà aquilano verso le amministrative di primavera. Oggi il suo segretario regionale, Luigi D’Eramo, è tornato ad attaccare il Pdl parlando nuovamente di immobilismo”.
Lo rileva il vice coordinatore vicario del Pdl aquilano, Roberto Santangelo, che attacca: “fare dichiarazioni sui giornali per avere un po’ visibilità, vista la sterile attività politica, sta diventando una routine consolidata del partito della Destra”.
“È strano che a D’Eramo siano sfuggite le numerose iniziative realizzate dal coordinamento provinciale e comunale del Pdl dell’Aquila che hanno vista la partecipazione di numerose persone – aggiunge – Le oltre 3 mila adesioni al Pdl, solo nel comune capoluogo, rappresentano la migliore risposta a quanti affermano che il partito è immobile”.
“Il Pdl attualmente è impegnato in una fase congressuale, che si svolgerà nel mese di gennaio, dalla quale uscirà la nuova classe dirigente chiamata a guidare il partito e la città dell’Aquila – sottolinea Santangelo – Vorrei rassicurare il segretario della Destra sul discorso delle primarie perché, come più volte dichiarato a mezzo stampa e in incontri pubblici, per il Pdl rappresentano la via maestra per la scelta del candidato sindaco e al riguardo stiamo aspettando le linee guida per l’attuazione dal segretario nazionale, Angelino Alfano”.
“Invito Luigi D’Eramo a evitare esternazioni a mezzo stampa fuori luogo e prive di fondamento – conclude – e di dirottare le sue energie verso proposte che possano permettere una distesa collaborazione tra il Pdl e la Destra”.





