L’AQUILA – Potenziare i servizi per gli universitari che vengono a studiare all’Aquila e offrire più opportunità di lavoro ai giovani del capoluogo, per invogliarli a restare. E, ovviamente, ridare loro al più presto un centro storico nel quale tornare a incontrarsi.

È la ricetta dell’assessore comunale al Sociale Emanuela  Di Giovambattista per evitare la fuga dei giovani dalla città. Un allarme lanciato dal sindaco, Massimo Cialente, che qualche giorno fa ha parlato di 4.450 giovani tra i 18 e i 35 anni che mancano all’appello, dal terremoto a oggi.

Il rischio è che la città diventi vecchia e che non resti nessuno a volerne ricostruire il futuro.

“Il dato è vero – conferma l’assessore – ed è venuto fuori dalle ultime valutazioni che stiamo facendo nei vari settori comunali, in particolare proviene dalle statistiche dell’Ufficio anagrafe. L’allarme c’è, anche se bisognava aspettarselo”.

L’esodo dei giovani “è dovuto alla congettura sfavorevole tra la crisi economica dilagante nel Paese e il terremoto, che nella nostra città ha reso ancora più grave la situazione, spiega”. Secondo la Di Giovambattista, le politiche da mettere in atto non riguardano solo il Comune ma tutte le istituzioni, Regione Abruzzo in primis.

“L’ente regionale – sottolinea – deve essere fondamentale per quanto riguarda il lavoro: si devono mettere in atto norme specifiche per l’occupazione dei giovani, facendo in modo, per esempio, che ci possa essere un accompagnamento formativo fino al lavoro: come i tirocini formativi in aziende che si occupano della ricostruzione, che portino a piccoli contratti. Questa è una competenza regionale e deve essere uno degli obiettivi su cui si dovranno concentrate i nostri referenti politici. Per esempio Luciano D’Alfonso ha puntato molto su questo”.

Da parte sua, il Comune può puntare a invogliare gli universitari, in particolare i fuori sede, a studiare all’Aquila e magari restarci anche dopo gli studi.

“Possiamo rendere più accessibile la città – spiega ancora – sto lavorando su alcuni servizi che possano renderla più accogliente, servizi a tutto tondo per gli studenti, dall’aiutarli a trovare casa fino a offrire un servizio di trasporti efficiente. Un progetto di cui ci stiamo occupando in sinergia con l’università. Stiamo provando a mettere in atto anche dei progetti di orientamento, già nelle scuole superiori, per indirizzare sul territorio i giovani”.

La città dovrà essere anche quella in cui gli stessi aquilani abbiano voglia di rimanere.

“La ricostruzione del centro influenzerà sicuramente molte scelte – conclude – I giovani ci chiedono spazi aggregazione, ma quello più grande che possiamo dare loro è la città. Se vogliamo davvero rispondere a questa richiesta dobbiamo  ricostruire il centro il prima possibile. Sono ottimista perché c’è da parte nostra la volontà. La cosa che serve è flusso costante di risorse economiche a disposizione”.