L’AQUILA – Un nipote e uno zio, due terreni divisi da una recinzione e due cani pronti a essere aizzati dall’uno contro l’altro, se solo quest’ultimo avesse provato ad avvicinarsi.
Quella che poteva derubricarsi a bega familiare è finita in tribunale dopo il rinvio a giudizio di un 58enne della frazione aquilana di San Vittorino, accusato di aver ingenerato, nello zio ottantenne, un “fondato timore per l’incolumità propria e di suo figlio” tale da “costringerlo ad alterare le proprie abitudini di vita”.
L’11 giugno – riporta Il Centro – l’uomo dovrà quindi comparire in aula.
Una difficile contiguità tra appezzamenti collinari, in località Cerritola di San Vittorino Amiterno, nei pressi di Casale Calore, divisi dal filo di una recinzione pronta a essere varcata da due cani.
L’episodio più grave, stando all’accusa, è quello del 23 marzo 2024, quando l’imputato, armato di smartphone, arrivò ad aizzare i suoi cani all’indirizzo della persona offesa, con uno di loro che riuscì a varcare la recinzione per poi avventarsi sul malcapitato, senza riuscire a raggiungerlo solo in virtù dell’intervento del figlio, riuscito a far desistere l’animale.






