L’AQUILA – Franco Conti ci ha lasciati per sempre fisicamente, anche se il ricordo della sua poliedrica personalità vivrà nel cuore dei tanti alunni a cui ha fatto scuola, da Capistrello a Tione degli Abruzzi, da Roio all’Aquila a Prata d’Ansidonia, e ai suoi tanti amici con i quali ha condiviso i momenti più belli di 86 anni di vita intensa e laboriosa.

Ha scritto molto. Tanti libri di poesie, di favole per i ragazzi, di romanzi e saggi dove emergeva sempre il suo tocco di pedagogo.

Delicato e sensibile, era un artista nel vero senso della parola. Anche nel campo musicale ebbe modo di mettersi in luce allorché partecipò nel 1958 al festival di San Remo con il motivo Nozze d’oro insieme a Enrico Canelli e Giorgio Cavalli, nell’anno in cui vinse Domenico Modugno con Nel blu dipinto di blu.

L’ultimo suo volume di liriche Poesie della quotidianità l’aveva licenziato alle stampe lo scorso mese di aprile. Franco si racconta nei propri vissuti e da essi traspare la gioia, la sofferenza, la ricerca del vero, dei fini ultimi dell’esistenza. Ce lo ha spedito nella nostra dimora pescarese con una dedica commovente, nonostante la malattia lo stesse divorando.

Da Mea progenies (poesie del 1949) sino alla Gioia delle parole (2011) è tutto un susseguirsi di creazioni poetiche che si sono concluse con le Poesie della quotidianità in cui mestizia, solitudine, misticismo, sono intensamente rappresentati dalle parole intrise di interiore poesia.

Tra i suoi romanzi ci piace ricordare Il Prigioniero, un lavoro che viaggia in parallelo con il Maestro di Vigevano di Lucio Mastronardi.

Aveva la passione anche per lo sport. Per il ciclismo e, soprattutto, per la marcia. Per un lungo periodo percorreva almeno 30 chilometri al giorno, in un’epoca in cui tanti erano refrattari verso questo nobile sport.

Scrisse un articolo sulla rivista da lui fondata, La Madia, in cui chiudeva l’editoriale con  queste parole: “Uomini, camminate, altrimenti il progresso vi ucciderà!”.

Addio, Franco, anche a nome di tutti i veri amici che ti sono stati vicini, ti hanno voluto bene e ti hanno seguito e sostenuto nelle tue fatiche letterarie.

Penso a Mario Narducci, Elio Peretti, Isabella Amari e tanti tanti altri, compresi i tanti allievi con in testa il dottor Lamberto Lusi.

Ti stiamo vedendo nei Campi Elisi dove ora sei andato a vivere con il sorriso bonario della foto che ti abbiamo scattato qualche tempo fa.

E ci piace terminare questo tuo ricordo pubblicando l’ultima poesia del tuo ultimo libro, nella speranza che tu possa contunuare a sorridere per l’eternità.

QUANDO

Quando l’anima è sazia di voci
ha bisogno di immani silenzi.
Disagi e sconforto endiadi
sono da dimenticare
come desidera che si sciolga la neve
e torni il prato verde
a far festa coi fiori
L’anima ha bisogno di errare
dove nè musi nè ostacoli l’imprigionino:
ha bisogno di spazio e di cielo
.Quando questo desiderio si avveri
può senza rimpianto congedarsi
dal pianeta Terra.

LE REAZIONI

PEZZOPANE: ”UNA PRESENZA IMMANENTE”

“Esprimo il più vivo cordoglio mio personale e di tutta l’amministrazione comunale per la scomparsa di Franco Conti. Professore, scrittore, poeta, saggista e appassionato di sport, ha dedicato la sua vita all’arte e alla cultura lasciando un’impronta indelebile”.

Lo afferma in una nota l’assessore alla Cultura al Comune dell’Aquila, Stefania Pezzopane.

“Con la sua scomparsa – ha aggiunto – la nostra Regione ha perso una delle più fervide intelligenze e una presenza immanente. Credo di interpretare, con il mio pensiero, quello dei suoi tanti amici con i quali ha condiviso i momenti più belli dei suoi 86 anni di vita intensa”.