<span trebuchet=” new=” style=’L’AQUILA – Ha riscosso un grande successo ieri mattina l’antica tradizione delle ‘panette di Sant’Antonio’ portata avanti dal 1700 circa dalle famiglie della stirpe di Giuannetta a Santa Rufina di Roio (L’Aquila).

L’antica tradizione, che è stata sospesa solo durante la seconda guerra mondiale, ha visto le sei famiglie Perilli offrire ai loro compaesani pagnotte di pane dopo la messa domenicale in onore dei festeggiamenti di Sant’Antonio Abate protettore degli animali.

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Inizialmente la consegna veniva effettuata soltanto alle famiglie storiche di Santa Rufina, circa 40 nuclei, ma ieri mattina le famiglie sono diventate 120 in quanto la frazione di Roio ospita nei Map numerose persone provenienti dall’Aquila.

Da qui, con grande entusiasmo, i componenti delle sei famiglie Perilli hanno deciso di estendere l’offerta delle ‘panette’ anche ai nuovi compaesani, coinvolgendoli in una giornata di condivisione.

E i nuovi compaesani sono rimasti entusiasti dell’arrivo della ‘panetta di Sant’Antonio’, tanto che in molti hanno chiesto di partecipare alle future iniziative del piccolo borgo aquilano.

Dopo la Santa Messa nel tendone-chiesa officiata da don Osman, aspirante concorrente al programma ‘La corrida’ su Canale 5, Giocondo Perilli, uno dei discendenti della stirpe Giuannetta, ha letto una lettera nella quale spiegava la tradizione della ‘panetta di Sant’Antonio’.

All’uscita dalla tenda-chiesa si è svolta una processione fino al piazzale dei Map di Santa Rufina di Roio, antistante la chiesa crollata di San Nicandro e Marciano, dove don Osman e padre Corrado hanno benedetto gli animali portati dai padroni. Dopo la benedizione degli animali, le sei famiglie Perilli hanno consegnato, alloggio per alloggio, la pagnotta di pane. (S.Cas.)

LA LETTERA LETTA DA GIOCONDO PERILLI NEL TENDONE-CHIESA DI SANTA RUFINA DI ROIO

Cari amici,

si rinnova, come ogni anno, l’antica tradizione delle “panette di Sant’Antonio” portata avanti, dal 1700 circa,  dalle famiglie della stirpe di Giuannetta a Santa Rufina di Roio.

Si trattava di un’iniziativa molto sentita dalla popolazione di Roio durante la quale 6 famiglie Perilli offrivano  ai loro compaesani, il 17 gennaio di ogni anno, delle pagnotte benedette durante  la santa messa domenicale.

Il pane, da sempre base del nutrimento quotidiano era frutto del duro lavoro delle donne che amorevolmente lo ammassavano in previsione di questa cerimonia.

Era sorgente di energia ma soprattutto era un dono di Dio, oggetto di sacro rispetto in vista della  condivisione fraterna con i compaesani.

In passato,  le pagnotte venivano benedette  nel cortile della Casata Giuannetta, nel centro del paese, e distribuite con le carriole casa per casa a tutte le 40 famiglie storiche di Santa Rufina di Roio. 

Oggi la nostra comunità si è fortemente trasformata.

Il sisma che ci ha colpito, ha determinato l’espansione della popolazione locale grazie al nuovo insediamento dei MAP per cui moltissime famiglie aquilane si sono stabilite da noi ed abbiamo ritenuto giusto condividere anche con loro, ormai nostri compaesani, un momento di grande fraternità.

Da qui, con grande entusiasmo, i componenti delle famiglie Perilli hanno deciso, all’unanimità, di estendere l’offerta della “panetta” a tutte le famiglie stabilitesi  qui da noi  affinché questa diventi ogni anno  una giornata di condivisione vera.

Alla fine della messa i panini verranno distribuiti all’uscita della chiesa dopodichè andremo in processione verso il piazzale dei MAP nella parte antistante la nostra cara chiesa di San Nicandro e Marciano e lì avverrà la benedizione di 160 pagnotte che verranno distribuite con la consegna, con le tradizionali carriole, casa per casa.

Contestualmente alla distribuzione del pane, verranno benedetti tutti gli animali presenti durante l’evento.

Credo che il recupero delle tradizioni del nostro paese sia un dovere preciso per ognuno di noi soprattutto in questo momento.

Credo che sia  importante far comprendere ai nostri figli che, nonostante tutto ciò che ci è accaduto, dietro di noi c’è un passato solido  che dobbiamo essere orgogliosi di portare avanti perché in quel passato c’è l’identità di un popolo che non deve assolutamente andare dispersa.

Chiediamo quindi a Don Osman di benedire il pane che abbiamo portato dinanzi a lui e vi auguriamo di spezzarlo con le vostre famiglie nella serenità delle vostre case.

Grazie e buona domenica a tutti.

Santa Rufina 16 gennaio 2011

Giocondo Perilli