L’AQUILA – Grande festa ieri per i 50 anni di sacerdozio di monsignor Giuseppe Molinari, arcivescovo dell’Aquila.

Nella basilica di Collemaggio, dove si è celebrata la messa per la ricorrenza, tanta gente.

In prima fila i familiari del presule, ringraziati “con affetto particolarissimo”, e tante autorità civili e militari, in testa il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, e il presidente della Provincia, Antonio Del Corvo, il prefetto, Giovanna Maria Iurato, il questore, Stefano Cecere, il comandante regionale della Guardia di finanza, Nunzio Antonio Ferla, il comandante provinciale dei carabinieri, Savino Guarino, e parecchi primi cittadini della diocesi con le fasce indossate.

Prima dell’inizio della messa, il saluto del vescovo ausiliare, monsignor Giovanni D’Ercole, con l’augurio in latino “Ad multos annos” (Per molti anni) che campeggiava nella prima pagina del periodico della diocesi Vola presente su tutti i banchi della basilica.

Durante la sentita omelia di Molinari, in cui ha ripercorso le tappe della sua vita intima e religiosa, non sono mancati il ricordo delle 309 vittime del terremoto e la speranza per la rinascita della città e dei paesi del “cratere”.

Per l’occasione, alcuni giovani hanno anche realizzato un video con le tappe salienti della carriera dell’arcivescovo, che a gennaio dell’anno prossimo, con il compimento dei 75 anni, lascerà l’incarico per raggiunti limiti d’età.

Al suo posto il Vaticano potrebbe insediare lo stesso D’Ercole oppure richiamare in patria monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico in Serbia, originario di Villa Sant’Angelo (L’Aquila).