L’AQUILA – “Io me lo auguro, ma L’Aquila non sarà Capitale europea della Cultura nel 2019”.

A lanciare, suo malgrado, l’infausta previsione è stato oggi il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi, nel capoluogo per aprire la seconda giornata della rassegna “La primavera della cultura”, dedicata all’arte e alla storia aquilana e organizzata dalla Edizioni L’Una, casa editrice dell’Università dell’Aquila e della sua Fondazione.

Sgarbi ha fatto notare che “per ospitare l’evento dovrebbero esserci le strutture recettive necessarie per ospitare la gente. Diventare Capitale della cultura vuol dire organizzare un Expò, in fondo, con convegni e concerti, ma qui la gente dove la metti? In quali alberghi?”.

Ci vorranno “almeno 15 anni per ricostruire L’Aquila”, secondo il critico d’arte che boccia la previsione stabilita dal cronoprogramma di una ricostruzione in 5 anni.

“Entro il 2018 avranno sicuramente migliorato la città, ma non l’avranno ricostruita”, ha precisato, definendo la ricostruzione un “dovere morale dello Stato”.

Il critico ha parlato anche dell’annosa polemica su presenza e assenza dei fondi per la ricostruzione.

“Ero rimasto alle dichiarazioni di Fabrizio Barca che diceva che i soldi c’erano. Evidentemente si alzano la mattina e dicono una cosa, e poi ne dicono un’altra – ha sbottato – Tanto adesso avremo un nuovo governo e siamo sicuri che i soldi non ci saranno proprio!”.

Bocciati anche i nuclei di palazzine antisismiche del progetto C.a.s.e., “Ho sempre avute simpatia umanamente per Berlusconi, soprattutto per la ‘questione sessuale’, però le new town sono una cretinata – la bacchettata al Cav – fu un’intuizione, ma non era la cosa giusta da fare, perché hanno allontanato la gente da luoghi dove non tornerà”.

In ultimo il paragone, quasi d’obbligo, col terremoto dell’Emilia Romagna del maggio 2012. “Vorrei la resurrezione dell’Aquila prima di quella dell’Emilia, perché qui il disastro è avvenuto molto tempo prima, ma succederà il contrario, semplicemente per la tipologia di terremoto – ha concluso – non certo per l’immobilismo degli aquilani. Lì il sisma non ha colpito le attività produttive, qui invece ha bloccato tutto, oltre che ad aver distrutto un’intera città”. Marianna Galeota

A PESCARA: ”NAPOLITANO SI E’ DIMENTICATO L’AQUILA”

“Nel suo discorso Napolitano ha dimenticato di parlare dell’Aquila”.

Lo ha detto il critico d’arte Vittorio Sgarbi, a Pescara margine della presentazione di un suo libro.

“Il primo obiettivo di qualunque governo – continua Sgarbi – di qualunque parte esso sia, dovrebbe essere restituire L’Aquila al decoro della grande città che è”.

“Il fatto che qualcuno dubiti di quei soldi e si pensi di fare altre cose è una fuga da un obiettivo fondamentale per un Paese civile”.