L’AQUILA – Circa un centinaio i lavoratori dei call center hanno questa mattina a L’Aquila incrociato le braccia per l’intero turno di lavoro  per dire no a 130 licenziamenti. Lavorarori impegnati sulla commessa dell’Inps, all’interno nel consorzio “Lavorabile” e del call center Transcom, che occupa in totale 500 addetti.

Per la precisione 16 unità di personale di Transcom, la società che ha gestito la commessa fino ad oggi, e 113 del Consorzio Lavorabile che ha lavorato in subappalto.

I lavoratori hanno tenuto una assemblea aperta alla presenza dei rappresentanti sindacali, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia, della deputata del Partito dmocratico, Stefania Pezzopane e del capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo.

I sindacati chiedono che l’Inps, titolare della commessa, di farsi da garante nei confronti della nuova società che ha vinto la gara d’appalto e che gestirà il lavoro: Comdata. La quale non ha, invece, fornito alcuna rassicurazione in merito al rispetto della clausola sociale, che applicherà unilateralmente lasciando a casa, 130 persone, che non hanno per vari motivi i requisiti richiesti, e cioé almeno il 70% di ore lavorative prestate nei sei mesi intercorsi dal 2 agosto al 2 febbraio, per far applicare la clausola.

Lo sciopero è stato indetto  dai sindacati Cgil, Cisl e Uil di categoria delle Telecomunicazioni, della Somministrazione e della Funzione pubblica.

E il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, dopo le iniziali rassicurazioni sulle intenzioni di Comdata, ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo in sede ministeriale per affrontare la questione dei dipendenti del call center Inps-Ader “al fine di individuare un percorso che garantisca gli attuali livelli occupazionali e la corretta applicazione della clausola sociale per il sito aquilano in cui viene erogato il servizio”. 

Il primo cittadino ha inviato una nota al ministro per il Lavoro, Nunzia Catalfo: “È in corso un balletto di cifre e numeri tra azienda e sindacati e penso che un confronto sia auspicabile, oltre che utile, per fare chiarezza. Da sindaco l’unica priorità a cui sono interessato è che questa città non perda neanche un posto di lavoro, come peraltro mi è stato assicurato dai vertici di ComData”.

Sulla vicenda del call center Comdata è intervenuto questa mattina anche il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia.

“Non è accettabile che una gara Inps si trasformi in un grave peggioramento delle condizioni economiche e sociali dei lavoratori – ha detto il ministro dem -. Così come potrebbe accadere ai lavoratori Transcom oggi in sciopero se assorbiti dalla Comdata. Nelle diverse sedi di Roma, Milano, Napoli, Bari, Lecce, L’Aquia, Terni, Arzano, Rende, Aprilia e Paternò, sono centinaia i lavoratori che rimarrebbero fuori. È grave che questo accada anche dentro il perimetro statale e sono sicuro che il presidente Tridico, che nella vicenda non ha alcuna responsabilità, accenderà un faro su quanto sta accadendo. Da parte nostra, come governo, vigileremo rigorosamente; ho personalmente preso atto delle ragioni dello sciopero odierno e sentito la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, con la quale condividiamo la difesa assoluta dei diritti dei lavoratori. I diritti garantiti da Transcom in tutti questi anni devono essere rigorosamente garantiti anche dai nuovi contraenti. Se queste regole elementari non saranno rispettate saremmo di fronte a gravi violazioni dei diritti dei lavoratori che lo Stato non potrà tollerare”.

 “Sono partiti i licenziamenti per i lavoratori impiegati nel servizio di Contact Center Multicanale Inps-Equitalia a L’Aquila – afferma in una nota Pezzopane –  e in tante altre zone del Paese. La carneficina sociale della quale avevo segnalato il rischio concreto già nell’aprile scorso è diventata oggi realtà. Il Partito democratico è al fianco dei lavoratori dei siti a rischio. Questa mattina ho portato la mia solidarietà ai lavoratori dell’Aquila riuniti in assemblea e ho già depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere un intervento urgente del governo. La Comdata, l’azienda vincitrice della gara per l’affidamento della fornitura del servizio, non può fare furberie e l’Inps richiami il gestore della commessa alle sue responsabilità: prima fra tutte il rispetto della ‘clausola sociale’, cioè la riassunzione ai medesimi livelli occupazionali e salariali dei lavoratori. Ciò che sta avvenendo è una vergogna inaccettabile. Andrò io stessa a protestare sotto l’Inps. Avevamo avvertito per tempo. Ora si diano le risposte. I lavoratori e le loro famiglie attendono con ansia”.