L’AQUILA – “Tergiversando sulle responsabilità della gestione di progetto C.a.s.e., Map e fondo immobiliare, giocando a rimpiattino con il governo, l’amministrazione comunale non sta ottemperando ai propri doveri correndo il rischio di trovarsi sul proprio bilancio il debito esorbitante della Gran Sasso Acqua”.

Dopo il sindaco di Poggio Picenze, Nicola Menna, che qualche giorno fa ha sollevato il problema del milione di euro che il Comune deve alla società che gestisce le acque, torna sulla questione anche il consigliere comunale di Sinistra per L’Aquila, Giuseppe Bernardi.

“In merito alla gestione del progetto C.a.s.e. e Map – scrive in una nota – e delle relative utenze è forse opportuno ricordare che già nel mese di ottobre 2010 il Consiglio comunale ha discusso una interrogazione da me sollevata e reiterata a gennaio 2011, per sottolineare il fatto che è scaduto l’accordo, mai prorogato, che impegnava la Protezione Civile al pagamento delle utenze solo fino a marzo 2010”.

“Il Comune dell’Aquila – incalza – a distanza oggi di più di anno si è posto seriamente il problema? In riferimento ai consumi di acqua nel progetto C.a.s.e. e Map, ha ‘capito’ che ad ottobre 2010 superava il costo di 600.000 euro e a gennaio 2011 si superava 1milione di euro?

Secondo Bernardi “è inconcepibile e ingiusto pensare che per gravi carenze amministrative questo debito possa ricadere su tutta la comunità aquilana, anche sulle spalle di chi le bollette le sta pagando. Questo sì che sarebbe un caso di terremotati di serie A e serie B. E se ci saranno i presupposti per impugnare giuridicamente una tale disparità di trattamento da parte dell’amministrazione, bene farebbero i cittadini  a farlo”.

“Alcuni comuni hanno già adottato modalità di contribuzione per le spese di gestione e manutenzione dei Map. Il Comune dell’Aquila ancora non pensa neanche a muoversi in tale direzione e, nonostante il Tavolo di coordinamento abbia ribadito che la gestione è di competenza comunale, questa amministrazione non ha ritenuto  doveroso neanche accelerare i tempi approvando comunque, nelle more di questa ulteriore conferma, il relativo regolamento.”

“La verità – prosegue Bernardi – è che questa amministrazione, sempre presa da beghe politiche di basso profilo e sempre in campagna elettorale, non svolge il proprio ruolo di governo della città. Teme che da una presa di posizione, che in verità è largamente condivisa, possa scaturire un dissenso elettorale nei propri confronti”.

“Sarebbe infine opportuno – conclude il consigliere comunale – sapere come la Gran Sasso Acqua, i cui vertici del consiglio di amministrazione sono di nomina politica, intende muoversi per recuperare le somme dovute”.

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