L’AQUILA – “Il Comune dell’Aquila vuole uscire dalla struttura per la gestione dell’emergenza”. L’annuncio, che verrà ufficializzato nei prossimi giorni con una lettera formale al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, al commissario alla ricostruzione, Gianni Chiodi, al vice commissario, Antonio Cicchetti, e a tutti i protagonisti della cosiddetta governance della ricostruzione è del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente.
Una volontà che già maturava da tempo e si è rinforzata il giorno dopo il polverone sollevato dall’indiscrezione della rimozione della dirigente del Comune dell’Aquila Paola Giuliani, responsabile dell’assistenza alla popolazione della Struttura di gestione dell’emergenza: in realtà, come ha spiegato,lo stesso sindaco si tratta di una “di dirigenti all’interno dell’Ente. Un processo che era previsto già per il maggio 2009, poi il terremoto ha bloccato tutto”. La Giuliani verrà trasferita al settore contratti, mentre nell’area sisma andranno a lavorare i dirigenti Patrizia Del Principe, Chiara Santoro e Mario Di Gregorio.
Cialente ha dichiarato di essere preoccupato dal mancato avvio dei cantieri per le riparazioni delle case E fuori centro storico: “Di questo passo i 1000 appartamenti che avevo chiesto per Natale non saranno pronti. Allo stesso modo il commissario Chiodi non pone la sua firma per l’acquisto degli appartamenti del fondo immobiliare. È una vergogna”.
IL COMUNE DELL’AQUILA FUORI DALLA SGE
“Basta con la Sge, da due mesi ho detto già da un paio di mesi al commissario, Gianni Chiodi, al vice Antonio Cicchetti e al dirigente Sge Roberto Petullà circa le mie perplessità circa l’opportunità del Comune di rimanere all’interno della struttura con suoi dipendenti. Formalizzerò la richiesta di uscire dall’organismo con una lettera che invierò anche al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta”.
Una scelta che il primo cittadino articola con una serie di motivazioni: la prima di tutte è “quella dell’Ente di poter tornare a contare sui propri dipendenti. Se la Sge avrà necessità di personale posso mettere a disposizione i lavoratori co.co.co. del Comune. E’ ora di dire basta a questa commistione: rispondiamo di scelte che non condividiamo come i ricorsi al Consiglio di Stato contro i ricorsi vinti al Tar dai cittadini. Oppure penso a scelte relative all’assistenza alla popolazione. Sono stanco di rispondere alla cittadinanza per decisioni prese da altri, ognuno dovrà assumersi le responsabilità di ciò che scrive e, soprattutto firma. Io i provvedimenti li firmo e ne rispondo, ora anche gli altri inizio a farlo”.
E aggiunge: “Dobbiamo gestire l’assistenza alla popolazione? Abbiamo un assessorato ad hoc e le competenze giuste, ma ci si diano i mezzi per farlo. Altrimenti continui la Sge a farlo, ma responsabilmente”.
IL “CASO GIULIANI”
“Paola Giuliani è una dirigente del Comune che lavora per Sge su disposizione del commissario. Il provvedimento di cui si è parlato è tutt’altra cosa: si tratta di avvicendamenti all’interno della cosiddetta ‘macchina amministrativa’. Quando fui eletto sinadco ereditai una disposizione che era stata definita dal mio predecessore, Biagio Tempesta, e lasciai tutti al loro posto per capire su quali professionalità potevo contare, come funzionavano i settori e così via. Poi pensai ad una riorganizzazione che sarebbe dovuta partire il 5 maggio 2009. Tutti sanno cosa accadde un mese prima e si sospese ogni tipo di trasferimento”.
“Adesso, seppur con ritardo, – aggiunge il sindaco – ho ripreso quel discorso: c’è un organismo di valutazione e una nuova organizzazione. Per l’area sisma saranno designati dirigenti designati saranno dirigenti Patrizia Del Principe, Chiara Santoro e Mario Di Gregorio mentre Paola Giuliani avrà altri importanti incarichi, come quello dell’ufficio contratti”.
Con lo sblocco dei fondi in bilancio e con i numerosi contratti che il Comune sarà chiamato a stipulare per la ricostruzione la Giuliani sarà il garante e il supervisore di tutte le procedure di appalto che l’Ente effetturà.
“Vorrei che fosse chiaro a tutti che questa persona (la Giuliani, ndr) è il terminale di scelte e regole fatte da altri. Quella che normalmente viene definita ‘governance della ricostruzione. A lei va il mio ringraziamento perché come e molti altri prende insulti e offese per far rispettare quanto è stabilito nelle ordinanze che vengono scritte da altri, e non dal Comune.
Cialente poi si toglie un altro sassolino dalla scarpa: “Quando Chiodi parla di 200 persone assunte dopo il terremoto alludendo al fatto che non ci sia efficienza non si rende conto di quale e quanta mole di lavoro ci sia in Comune.
LA RICOSTRUZIONE CHE NON PARTE IN PERIFERIA
“Ritengo sia delittuoso fare ricorso al Consiglio di Stato contro la popolazione e non preoccuparsi della ricostruzione delle case ‘E’ fuori centro storico che non è ancora partita. Con i 140 appartamenti del Fondo immobiliare che Chiodi ancora non sblocca e gli alloggi dell’operazione ‘1000 appartamenti per Natale’ si potrebbero dare delle risposte concrete a tutti quelli che ancora oggi non hanno una casa, specialmente tra le fasce di popolazione più deboli”.
“In questo modo, inoltre, si libererebbero numerosi alloggi del progetto C.a.s.e. per avviare una politica residenziale a favore degli universitari. Invece ancora oggi i cantieri sono fermi e ci sono imprese edili che sono costrette a tenere gli operai in cassa integrazione. Lo trovo scandaloso, come è vergognoso il gioco al massacro che si sta facendo con le persone, trattate come pacchi postali”.
“IO STO CON GLI AQUILANI”
Incurante della scaramanzia il sindaco si è operato ad una caviglia per una frattura del quinto metatarso della caviglia il venerdì 17 giugno: “Ma ho ripreso a lavorare già dal pomeriggio, e questa mattina sono tornato a casa dove faccio riunioni, ho il computer e ricevo gente. Io sto dalla parte degli aquilani”.



