LANCIANO – È stato rinviato al 25 luglio prossimo il processo sull’ex discarica di contrada Serre di Lanciano che vede imputate sei persone tra amministratori, dirigenti del comune di Lanciano (Chieti), responsabili della società che aveva in gestione l’ex discarica consortile.
Gli imputati sono accusati in concorso tra loro del reato previsto dall’articolo 257 del Testo unico ambientale in materia di bonifica, messa in sicurezza e ripristino ambientale dei siti che hanno ospitato discariche.
Il pm Gina Petaccia ha chiesto la condanna a sei mesi di arresto per Mario Ciccocioppo e Nico Frattura, rispettivamente presidente e responsabile tecnico della Ecologica Sangro srl, società concessionaria che aveva in gestione la discarica al momento della chiusura e il minimo della pena per Graziella Di Campli, Eugenio Caporrella, Giovan Battista Granà e Mario Rulli, ex assessori all’Ambiente e dirigenti del settore Ambiente del comune di Lanciano dal 2003 al 2008.
Gli avvocati difensori dei sei imputati hanno chiesto l’assoluzione piena per i propri assistiti.
Il giudice del tribunale di Lanciano, Francesco Marino, ha rinviato al 25 luglio per la sentenza che chiuderà il primo grado del processo, iniziato il 1 dicembre 2009.
I fatti contestati agli imputati sono relativi a un periodo che va, a seconda dei capi d’imputazione, dal 1994 al 2008.
A Ciccocioppo e Frattura viene contestata l’omessa bonifica del sito dopo la chiusura dell’impianto che avrebbe causato “l’inquinamento del suolo, del sottosuolo e delle acque superficiali e sotterranee con il superamento delle concentrazioni soglia di rischio dal novembre 1994 al 23 febbraio 2008”.
Gli altri imputati, Graziella Di Campli, assessore all’Ambiente del comune di Lanciano dal 2003 al 2005, Eugenio Caporella, prima dirigente del settore e poi assessore all’ambiente dal 2006 al 2008, Mario Rulli e Giovan Battista Granà, dirigenti del settore Ambiente del comune di Lanciano nel periodo che va dal 2003 al 2008, sono tutti accusati in concorso di non aver provveduto a mettere in sicurezza il sito dopo l’omessa bonifica dell’Ecologica Sangro” ai sensi dell’art.17 del decreto legislativo 22/2007″.





