LANCIANO – La piazza principale di Lanciano (Chieti) che “ospiterà le migliaia di persone della manifestazione regionale della Fiom non è nelle condizioni per poter accogliere la manifestazione”.
È la denuncia del segretario del Partito Democratico di Lanciano, Leo Marongiu, che segnala come piazza Plebiscito, “luogo conclusivo e centrale della manifestazione sia ancora sotto la neve e lastricata di ghiaccio”.
Da qui la richiesta all’amministrazione comunale di “uno sforzo per dare la possibilità a migliaia di persone di poter manifestare senza pericoli nella nostra città. Oltre ad essere una manifestazione che riconosce alla nostra città un ruolo fondamentale per lo sviluppo e la difesa del lavoro in tutta la regione, si tratta di una delle poche occasioni in cui la nostra citta’ ritrova quella centralità, nella politica regionale, che le compete”
“Nella seduta odierna del consiglio comunale – conclude Marongiu – il gruppo del Partito Democratico chiederà ogni sforzo perche’ la nostra città possa essere all’altezza dell’evento”.
Il segretario provinciale della Fiom, Marco Di Rocco, è atteso domani alle 10 in Questura per le ultime questioni logistiche relative alla manifestazione di venerdì, che prenderà il via da piazzale Cuonzo alle 9.30, dove è previsto il ritrovo dei partecipanti, per poi terminare in piazza Plebiscito alle 13.
“Invitiamo anche noi il Comune – ha detto all’Agi Di Rocco – a rimuovere i massi nevosi che effettivamente sono ancora presenti in piazza Plebiscito, soprattutto per una questione di sicurezza”.
LA FIOM: “NO AL MODELLO MIRAFIORI ALLA SEVEL”
LANCIANO – “Non vogliamo che la Fiat anche in Sevel estenda il modello Mirafiori e Pomigliano. I lavoratori hanno già pagato il prezzo della crisi e non possono accollarsi anche quello della ripresa”.
E’ quanto sostenuto oggi da Giorgio Airaudo, segretario nazionale Fiom-Cgil, intervenuto all’assemblea dei lavoratori della Sevel di Atessa (Chieti), in preparazione dello sciopero nazionale del 28 gennaio, che vedrà Lanciano quale sede della manifestazione regionale abruzzese.
“Sarà una grande giornata di mobilitazione quella di venerdì – dice Airaudo – perché vogliamo che Fiat riapra una trattativa che ha ridotto gli spazi di libertà. I lavoratori, anche qui in Sevel, hanno capito di essere stati lasciati da soli dal Governo e dalla classe politica di questo Paese. E’ inaccettabile quando accade, perché Fiat è stata costruita da noi italiani, i nostri padri, figli, e col contributo dei lavoratori e le tasse. Fiat non può andare di città in città e dire o fate come dico io oppure me ne vado”.
“Non va bene – aggiunge Airaudo – serve riequilibrare i poteri e serve l’intervento politica. In ogni caso la vertenza continuerà e ci troveranno in ogni fabbrica. Gli altri sindacati, come Fim e Uilm, devono anche riflettere sul fatto che ogni contratto da loro firmato è stato peggiorativo. Li invitiamo a fermarsi, a riflettere. Un sindacato che non lavora per il futuro è destinato a fallire”.
“Basti vedere che sono molti di più i lavoratori che noi della Fiom rappresentiamo i quali non accettano questa situazione. Quanto al futuro della Sevel vogliamo conoscere i programmi della Fiat che non dice nulla. Chiediamo un tavolo generale, ma ci accontentiamo anche di quello aziendale. Non giochiamo più a nascondino”.
AUMENTANO ADESIONI A MANIFESTAZIONE DEL 28
PESCARA – Rifondazione comunista, PdCI, Lavoro e Solidarietà e Socialismo 2000 annunciano la partecipazione allo sciopero del 28 gennaio, proclamato dalla Fiom, e promuovono pullman per raggiungere Lanciano.
“Il timore – ha detto questa mattina Marco Fars, segretario regionale di Rifondazione comunista – è che il metodo Marchionne arrivi anche in Abruzzo, alla Sevel, dove l’accordo con i francesi rischia di essere interrotto anticipatamente. Dopo Pomigliano e Mirafiori anche a Cassino e in Abruzzo si rischiano delle nuove tipologie di contratto ma noi vogliamo batterci contro la distruzione del contratto collettivo di lavoro e la contrazione dei diritti dei lavoratori”.
Fars ha anche fatto notare che “la politica abruzzese e’ assente in questa vicenda, nonostante l’emergenza principale della regione non sia la sanita’ ma l’occupazione, e la giunta non sta facendo nulla”.





