TERAMO – Riesce a incontrare il suo cane da dietro la sbarre del carcere teramano di Castrogno.

È una storia diversa, più umana ed emozionale, quella che racconta Il Centro di questa mattina, parlando di un uomo, da 16 mesi in carcere per truffa e ricettazione che scrive al giornale per far sapere che “il direttore Stefano Liberatore ha accolto la richiesta di poter vedere il mio Attila”.

Succede proprio lì, nel terzo carcere in Italia per numero di suicidi tra i reclusi, che ospita circa 400 persone, circa il doppio del massimo consentito.

E sempre tra le sbarre, dove il personale è carente, gli straordinari sono all’ordine del giorno, le ferie e i riposi saltano, arriva uno spiraglio di luce, scodinzolante, a fare visita al suo amato padrone, portando, perché no, un sorriso nuovo e la speranza di una vita più dignitosa anche per chi vi abita.

Guardie e carcerati.