CHIETI  – Ostreopsis Ovata: questo il nome dell’alga tossica che l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente ha ritracciato in tre tratti di mare  di Rocca San Giovanni, in provincia di Chieti.

A riferirlo è il quotidiano Il Centro. L’alga, originaria delle zone tropicali, con i cambiamentio climatici si sta diffondendo anche nel mar Mediterraneo. Non è la prima volta che viene registrata la presenza di Ostreopsis Ovata in Abruzzo, era già avenuto nell’estate del 2008  anncora una volta a Rocca San Giovanni e nella vicina Fossacesia. 

La fioritura dell’alga può causare un’intossicazione che provoca irritazione alle mucose respiratorie, con conseguente irritazione congiuntivale, raffreddore, difficoltà respiratorie, e febbre.

La modalità di esposizione per il manifestarsi dei sintomi non è l’ingestione, ma l’inalazione di aerosol marino e cioè di microparticelle acquose in sospensione contenenti l’alga. Questo giustifica i sintomi anche in soggetti che non praticano attività acquatiche e rende il divieto di balneazione inappropriato per limitare l’esposizione.

Il problema è che l’alga è spesso invisibile a occhio nudo. Quando si verifica una fioritura è però possibile notare in superficie alghe di colorazione anomala e talvolta chiazze schiumose biancastre e marroni. Sott’acqua l’alga può manifestarsi come una pellicola bruna che avvolge gli scogli o i sassi.

Nella nopta dell’Arta si evidenzia che a Rocca San Giovanni, il superamento del limite è stato più contenuto nei tre campioni del 5 settembre, mentre è stata osservata osservata una scarsa presenza di Ostreopsis nei campioni prelevati il 6 settembre. I risultati delle analisi sono stati trasmessi a tutti gli enti interessati (Comuni, Asl, Provincia). Il Distretto provinciale Arta di Pescara, che da giugno a settembre, con frequenza mensile, controlla 20 siti distribuiti sull’intero litorale regionale per verificare la presenza quali-quantitativa della alga Ostreopsis Ovata, continuerà a monitorare il fenomeno”.

Prime segnalazioni in italia dell’alga si sono registrate nel 1998 in Toscana, sulla costa di Massa Carrara. In Puglia in particolare è presente dal 2001, Nell’estate 2006 viene interessata la costa di Fregene nel Lazio. Nell’ottobre 2006, invece, è stata ritrovata nel Golfo di Trieste. 

Nel settembre 2008 si è rilevata una fioritura eccezionale nelle Marche, tra il Passetto di Ancona e Sirolo, che ha determinato la chiusura della balneazione nelle spiagge comprese in tale tratto. 

Fra 2006 e il 2012 la presenza della microalga è stata segnalata anche nelle coste di Palermo e Catania e a sud dell’Argentario.