BOMBA – Istituire la “Riserva regionale del Lago di Bomba” (Chieti) per bloccare definitivamente il progetto di estrazione di gas. Una proposta che dovrà essere condivisa dai 10 consigli comunali interessati: Atessa, Bomba, Tornareccio, Colledimezzo, Pietraferrazzana, Monteferrante, Villa Santa Maria, Montelapiano, Montebello sul Sangro e Pennadomo.
In agenda per il prossimo 3 luglio, nella sede dell’Unione montana dei Comuni del Sangro a Villa Santa Maria, un incontro tra le amministrazioni del territorio per concertare il progetto per la gestione ambientale, turistica e infrastrutturale dell’area del lago di Bomba.
Alla base della proposta la tutela ambientale in una delle zone più interessanti dal punto di vista della biodiversità in Abruzzo e la rivitalizzazione delle infrastrutture turistico-ricettive del lago di Bomba e oggi inutilizzate.
“È un’idea alla quale stiamo lavorando da un paio di anni – afferma Donato Di Santo, sindaco di Bomba -. E’ importante che vada in porto per il turismo e la salvaguardia dell’ambiente”.
La proposta è già stata presentata qualche settimana fa al presidente della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, in un incontro a Pescara a cui hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Bomba, l’assessore della Provincia di Chieti e commissario straordinario della Comunità montana Sangro-Vastese Arturo Scopino, il consigliere regionale Alessio Monaco, il presidente regionale del Wwf Luciano Di Tizio, il presidente di Legambiente Abruzzo Giuseppe Di Marco e il componente della Commissione Via regionale Massimo Colonna.
“In quell’occasione – spiega Di Santo – D’Alfonso si è detto disponibile a sostenere l’iniziativa, che parte da ‘un confronto territoriale sano e corretto’, assicurando la collaborazione della Regione in tutte le fasi propedeutiche all’elaborazione del progetto”.





