PESCARA – I nuovi poveri aumentano in Abruzzo e le associazioni che danno qualche sostegno a chi si trova in condizioni economicamente difficili devono vedersela con i tagli dei fondi al sociale che piovono da tutte le parti, a cominciare dall’Unione europea.

In questo quadro già di per sé terribile lavora il Banco alimentare d’Abruzzo, impegnato domani 30 novembre con la diciassettesima edizione della Giornata nazionale della colletta alimentare, nell’ambito della campagna Emergenza alimentare Italia, che nella nostra regione toccherà 280 negozi: chi vorrà potrà regalare qualche alimento a lunga conservazione acquistato al supermercato.

I numeri parlano chiaro: tra Abruzzo e Molise, gli indigenti contati da questa parte di associazionismo sono 44 mila.

In Italia sono più di 4 milioni le persone che soffrono di povertà alimentare (+47 per cento dal 2010), di queste 428.578 (il 10 per cento) sono bambini che hanno meno di 5 anni.

“Con la fine del programma ‘storico’ della Comunità europea, destinato più di 25 anni fa ai profughi, che stanziava dei fondi per gli indigenti, scaduto quest’anno – spiega ad AbruzzoWeb Cosimo Trivisani, direttore del Banco alimentare regionale – si è arrivati al 50% di prodotti alimentari in meno. L’Unione europea ha messo a punto un nuovo programma, specie dopo le proteste arrivate dai Paesi del Nord Europa, in primis la Germania. Si riuscirà a recuperare al massimo un 30% dei prodotti, ma i nuovi poveri continuano ad aumentare”.

Tra i volontari del Banco, che lavora per far arrivare scorte alimentari ad associazioni come la Caritas, secondo Trivisani “ci sono anche degli esodati, persone che hanno perso il lavoro e che piangono dalla mattina alla sera. Da noi però trovano almeno conforto e un minimo di assistenza, credo che alla fine sia così per tutte le persone che causa emergenza economica prima o poi si rivolgono alle associazioni”.

Da discutere per Trivisani ci sono le scelte degli Stati membri, in pratica il come e a chi destinare i fondi.

“A livello europeo sono stati stanziati più fondi rispetto all’anno scorso, ma i poveri sono sempre di più – ammette il direttore del Banco alimentare abruzzese – per questo si cerca di capire insieme alla Caritas e alle altre associazioni come far fronte all’emergenza alimentare. Per noi non si tratta di mero assistenzialismo, ma se si riduce tutto alla social card, per questo parlo di scelte da parte dello Stato membro, diverse categorie di indigenti vengono tagliate fuori, visto che in Italia parecchia gente non ha neanche la residenza. Dunque è importante la colletta alimentare. Purtroppo le cose sono cambiate”.

“Questo – conclude Trivisani – è primo anno che ‘congeliamo’ delle richieste di prodotti alimentari. Si dovrà lavorare parecchio per migliorare questa situazione”.

Tutte le info all’indirizzo internet http://www.bancoalimentare.it/colletta-alimentare-2013/