TAGLIACOZZO – Catturato il terzo componente della banda che aveva compiuto una rapina in una villa ad Alba Fucens, una frazione di Magliano dei Marsi (L’Aquila), costata la vita ad una studentessa di Terni.

Quattro persone erano entrate nell’abitazione e, minacciato il proprietario, si erano dileguati. Un bottino misero, quello fruttato ai criminali, che si erano anche impadroniti della macchina del rapinato, una Ford.

Eppure quel gesto criminale era ha provocato la morte della ragazza che, per sua disgrazia, si era trovata sulla via di fuga dei rapinatori, i quali, nell’intento di seminare una gazzella dei carabinieri che si era posta al loro inseguimento, avevano causato un incidente mortale.

Sul veicolo, con l’accusa di omicidio, erano solo due componenti di quel gruppo responsabile del raid nella villa della Marsica. Degli altri, che forse si erano separati subito dopo la rapina, non vi erano tracce.

Nella serata i Carabinieri della Compagnia di Tagliacozzo hanno sottoposto hanno eseguito il fermo di indiziato di delitto un 22enne albanese Meta Illy che, secondo gli investigatori, è il terzo componente della banda.

A guidare i Carabinieri nell’individuazione del fermato sono stati i rilievi effettuati sul luogo della rapina dai militari del Reparto Operativo del Comando provinciale dell’Aquila e la scrupolosa ricostruzione della vita e del passato dei due albanesi, Mamly Miklevan, del 1984 e Dedja Visar, del 1982, individuati e arrestati a Terni.

Sono stati spulciate tutte le conoscenze e le amicizie dei due. Una ragnatela di rapporti e contatti. Proprio tra questi le attenzioni degli investigatori si sono concentrate sull’albanese che, acquisite le prove certe dei fatti, è stato arrestato.

Le prove riconduco anche ad altre rapine, sei in tutto, consumate nei mesi scorsi in altre località intorno a Tagliacozzo e Avezzano (L’Aquila) e per le quali si stanno raccogliendo ulteriori elementi utili a definire con certezza la responsabilità della banda anche in ordine agli altri crimini.

Le indagini procedono serrate. I Carabinieri continuano a scavare nelle vite nel passato dei soggetti già individuati per cogliere spunti e prove utili ad individuare il quarto complice. Certamente scardinato il nucleo principale della gang si respira maggiore serenità e fiducia della popolazione.