L’AQUILA – Il lavoro già scarseggia, a causa di una crisi che morde. Molte ditte che si sono aggiudicate i lavori nella ricostruzione, inoltre, vengono da fuori, non lasciando spazio agli aquilani.

Per le aziende locali il periodo è tra i peggiori di sempre, come denuncia un’azienda dell’Aquila, che ha deciso di metterci la faccia e parlare.

È la ditta Impianti elettrici di Nando Ianni, che in una lettera disperata scrive: “io e la mia famiglia presto lasceremo L’Aquila”.

Le ragioni sono legate alla “mancanza di lavoro. Io e tanti altri elettricisti siamo senza lavoro grazie alle ditte di fuori che il Comune ha fatto entrare”, si legge ancora.

C’è anche un altro motivo che spinge Ianni a lasciare tutto. “Le imprese edili – spiega – che appaltano i lavori a noi sub appaltatrici ci prendono per la gola sino al punto da obbligarci a fare dei ribassi del 50 per cento. Questo è veramente vergognoso sia per noi artigiani che per i proprietari degli appartamenti che si ritrovano un impianto elettrico misero e privo di normative Cee. Senza poi aggiungere il fatto che il Comune impiega troppo tempo per pagare”.

Qualche mese fa anche la Filca-Cisl, attraverso il suo segretario provinciale Pietro Di Natale, è intervenuta sul tema chiedendo al prefetto l’attivazione di un osservatorio sulla ricostruzione per monitorare i cantieri e verificare la legalità delle imprese che operano nel cratere.

“In passato mi sono rivolto alle istituzioni locali e al sindaco – conclude Ianni – ma senza avere nessuna risposta”. Elisa Marulli