L’AQUILA – È arrivata al parossismo la situazione della protesta all’Aquila: la proroga per la restituzione delle tasse è arrivata, ma non tutti gli aquilani lo sanno e comitati e consiglieri comunali da piazza Duomo sono arrivati a palazzo dell’Emiciclo, pressando per entrare e tentando di occupando l’aula consiliare (senza riuscirci).

Dopo essere entrati nell’atrio dell’edificio, reclamando che fosse il governatore in persona a riferire sulla giornata romana, gli insorti sono confluiti al quarto piano, quello della presidenza, occupandolo. La notizia della proroga era ormai di pubblico dominio ma a quanto pare non è bastata a spegnere i bollenti spiriti.

I manifestanti hanno forzato il cancello d’ingresso principale della sede del Consiglio regionale, al grido di “L’Aquila, L’Aquila” e invocando le “dimissioni” del presidente della Regione, Gianni Chiodi. I sorveglianti dell’Emiciclo sono stati presi a palle di neve.

All’interno della sede del Consiglio si è aggirato il capogruppo del Pdl, Gianfranco Giuliante, che ha cercato disperatamente di spiegare che ormai la proroga c’è. Ciononostante, la protesta è andata avanti, anche se le carte in tavola sono cambiate.

Al quarto piano sono stati anche lasciati post-it con messaggi critici contro i massimi esponenti della Regione.

È stata ventilata a lungo l’ipotesi di un’occupazione, ma la presenza della polizia e la riduzione del numero delle persone (divenute da cento una trentina) hanno indotto a più miti consigli.

La proposta operativa sul tavolo è quella di fare pressione nelle riunioni di fine anno di Consiglio regionale e comunale per ottenere una risoluzione che impegni il governo a presentare in parlamento un provvedimento strutturale per equiparare il trattamento per gli abruzzesi a quello dei terremotati di Umbria e Marche: restituzione del 40 per cento, in dieci anni, dieci anni dopo il sisma.

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A PIAZZA DUOMO PROTESTE E TENSIONI

Prima che la protesta si spostasse all’Emiciclo, un’assemblea ad alta tensione, parallela a una riunione del Consiglio comunale, si è svolta a piazza Duomo, con i cittadini letteralmente inviperiti per la mancata proroga (poi arrivata) e un clima di alta tensione, tanto che un esponente dei comitati ha spintonato un giornalista.

Tra le proposte, anche un nuovo corteo e l’occupazione dell’Emiciclo, quest’ultima poi concretizzata.

LOLLI (PD): ”CORTEO A ROMA IL 28 O IL 29 DICEMBRE”

L’AQUILA – Una manifestazione “last minute” a Roma per protestare contro la mancata proroga della restituzione delle tasse sospese.

L’ha proposta il parlamentare del Partito democratico, Giovanni Lolli, durante il Consiglio comunale dell’Aquila convocato in parallelo all’assemblea cittadina dei comitati, ipotizzando un corteo per il 28 o il 29 dicembre.

Tra le altre ipotesi più o meno praticabili, anche quella del consigliere comunale di Abruzzo Democratico, Pasquale Corriere, che ha lanciato l’idea di una “occupazione permanente di palazzo dell’Emiciclo”.

TENSIONE TRA ESPONENTE DI UN COMITATO E UN GIORNALISTA

L’AQUILA – Momenti di tensione a piazza Duomo nel corso dell’assemblea cittadina.

Per una divergenza di opinione sulla proroga della restituzione delle tasse si è scatenato un parapiglia tra Mauro Zaffiri, esponente del presidio permanente di piazza Duomo, e il giornalista di Abruzzo24ore.tv, Marco Signori.

Il cronista è stato più volte spintonato ed è stato necessario l’intervento di alcuni agenti della Digos per riportare la calma.

TORDERA: ”SITUAZIONE GRAVE, PROTESTA SIA COESA”

L’AQUILA – “Ho sentito il dovere di venire qui, sta succedendo qualcosa di molto grave”.

Lo ha detto il direttore generale della Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila (Carispaq), Rinaldo Tordera, pochi minuti prima dell’inizio dell’assemblea cittadina nel tendone di piazza Duomo che proclamerà la mobilitazione generale del capoluogo.

Secondo il dirigente dell’istituto di credito, affinché la protesta abbia successo “si dovrà far vedere che le persone sono unite e coese”.

BENEDETTI: ”MOBILITAZIONE CONTRO ATROCE TORTO”

“In accordo con il sindaco Massimo Cialente e il presidente della Regione e commissario, Gianni Chiodi – ha spiegato Benedetti in una nota – sarà il Consiglio comunale a chiamare a raccolta tutte le categorie degli aquilani, per avviare la mobilitazione contro questo atroce torto fatto nei confronti dell’Aquila”.

Il presidente dell’assemblea comunale ha annunciato che “avremo accanto i comitati cittadini che si sono costituiti dopo il sisma e che combattono legittimamente per il rispetto dei diritti degli aquilani e dei cittadini dei comuni del ‘cratere’. Insieme – ha aggiunto – pianificheremo tutte le forme di protesta per una presa in giro vergognosa e contro le promesse ‘da marinaio’ che abbiamo ricevute e che ieri, in Consiglio dei ministri, sono state sconfessate”.

“Il comportamento assunto dal Governo – ha concluso Benedetti – ridurrà sul lastrico aziende e famiglie. I terremotati aquilani, persone che hanno perso affetti, case e lavoro, saranno i cittadini italiani che pagheranno più tasse in assoluto. Faremo di tutto, con il sostegno di tutto il capoluogo e dell’intero cratere, per far valere le nostre ragioni, legittime oltre che umane”.