L’AQUILA – Finanziare in Abruzzo la nascita di una scuola di giornalismo ad accesso gratuito, rivolta ai giovani che vogliono intraprendere questa professione, ma che non hanno la disponibilità economica per pagarsi costosissimi master.
Questa la proposta formulata nell’intervista ad Abruzzoweb, da Stefano Pallotta, presidente dell’Ordine dei giornalisti d’Abruzzo, rivolta ai candidati presidenti di Regione alle elezioni del 10 marzo, ad oggi Marco Marsilio di Fratelli d’Italia, per la coalizione del centrodestra, e Luciano D’Amico per la coalizione di centrosinistra.
Una proposta che prende l’abbrivio dalla constatazione che in Italia le scuole di giornalismo, e i master di specializzazione, che consentono di avere accesso all’esame di stato per diventare “professionisti”, hanno costi molto alti, dai 5mila fino ai 20mila euro e anche oltre. E dunque sarebbe per l’Abruzzo un valore aggiunto, e un polo di sicura attrazione, una scuola a libero accesso, finanziata dalla Regione. Una proposta che potrebbe essere inserita nel progetto di legge a sostegno dell’editoria, che giace nel cassetto da oltre otto anni.
Del resto, per una eventuale e adeguata copertura, basti ricordare che nell’ultimo bilancio, come tradizione natalizia dell’Emiciclo, sono stati distribuiti a piene mani e a discrezione da tutti i consiglieri con proprio personale bottino, 16,7 milioni di euro a questa o quella associazione e micro-evento, e ancora sono stati stanziati 1,3 milioni di euro per ospitare il Giro d’Italia, 4,7 milioni nel triennio per i ritiri precampionato del Napoli calcio a Castel di Sangro, 600mila euro nel triennio per il concerto di musica popolare e folklorica abruzzese “La notte dei serpenti” a Pescara.
“Occorre in Abruzzo una norma che consenta una vera democratizzazione per l’accesso alla professione del giornalista – spiega Pallotta -, perché oggi c’è una barriera rappresentata dall’appartenenza di censo, mi chiedo quanti giovani abbiano una disponibilità di 10.000, 15.000, anche 20.000 euro per frequentare i master di giornalismo. Una scuola finanziata dalla Regione, pubblica, e ad accesso gratuito, darebbe loro una possibilità.”
L’auspicio di Pallotta come già riferito ad Abruzzoweb, è che poi all’inizio la prossima legislatura si possa arrivare finalmente l’approvazione di una legge sull’editoria attesa oramai da otto anni che preveda soprattutto una copertura adeguata e non i 200.000 scarsi ipotizzati per la norma che ha fatto capolino in sede di approvazione del bilancio, per poi essere riposta nel cassetto. Un progetto di legge, che pure a febbraio 2019, gli allora due candidati alla presidenza della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, poi risultato vincitore e ora ricandidato, e lo sfidante Giovanni Legnini, del centrosinistra, si impegnarono ad approvare nel primo anno della legislatura. Una norma a favore dell’editoria abruzzese, dalla carta stampata alle testate on line, con gravi fiscali, sostegno per gli investimenti rivolti all’innovazione tecnologica, incentivazione dell’occupazione, per contrastare la deregulation e il lavoro “grigio” che stanno distruggendo l’economia del settore.
Aggiunge Pallotta: “il nostro è un settore in continua evoluzione i vari progetti di legge mai approvati sull’editoria in Abruzzo, non sono già più al passo coi tempi. Servono strade nuove, di indirizzo per l’intero settore, per riuscire a superare questa crisi”.
E la crisi, in particolare per la carta stampata, è sempre più drammatica. Come asseverano i dati aggiornati a novembre di Ads sulla vendita totale di copie cartacee e digitali dei quotidiani nazionali, il Corriere della Sera passa da 245.489 copie giornaliere vendute a ottobre, alle 241.991 copie di novembre, in calo dell’1,42%. La Repubblica ad ottobre aveva perso oltre il 18% e con 116.752 copie vendute a novembre retrocede di un altro 4,7% perdendo ben 33.949 lettori. la Stampa passa da 82.294 a 81.077 copie vendute. Il Giornale ha perso il 4,91% vendendo 28.406 copie contro le 29.874 di ottobre. Libero ha ridotto le vendite del 4,23%, da 21.135 a 20.242 copie. Continua il crollo de La Verità, a novembre del 6,76%) con 28.040 copie vendute contro le 30.074 di ottobre. ll Fatto Quotidiano è calato del 2,18% passando da 51.901 a 50.771 copie. Il Messaggero perde l’1,14% da 64.834 a 64.094 copie vendute. In crescita, seppur di poco, il Sole 24 Ore, da 125.506 a 125.774 copie, in aumento dello 0,21%.
“La situazione del settore della carta stampata è assolutamente precaria – commenta Pallotta -, e l’Abruzzo rispecchia quella che è la situazione nazionale. Alla luce delle ultime rilevazioni sulla diffusione dei quotidiani, si può dire che siamo davvero al lumicino. Una una fiammella che rimane lì accesa, ma che con un refolo di vento può completamente spegnersi”. Filippo Tronca
L’INTERVISTA







