L’AQUILA – “Silvio Berlusconi è un condannato, e siccome la legge in Italia è uguale per tutti, deve decadere da palazzo Madama: potrà continuare a fare politica da semplice cittadino, come fanno autorevoli esponenti che non sono in Parlamento”.
Non ha dubbi Stefania Pezzopane, senatrice aquilana del Partito democratico, vice presidente della Giunta per le elezioni e le immunità, l’organismo che il prossimo 9 settembre dovrà decidere il futuro del capo del Popolo della libertà.
“È un ruolo insolito questo di ‘giudice’ del Cav – sottolinea – mai avrei immaginato di trovarmi in una situazione così delicata, soprattutto considerando il fatto che sono alla prima legislatura, ma ho voluto prendere questo impegno e lo sto facendo applicandomi a fondo”.
“Certo – sottolinea l’esponente democrat – alla ‘difesa’ verranno concesse tutte le garanzie possibili, ma le memorie presentate proprio in queste ore da Berlusconi non aggiungono nulla di nuovo a quanto non si sappia già”.
Quanto all’ipotesi di un presunto “dossieraggio della stampa vicina al centrodestra” ipotizzato dal Fatto quotidiano, la Pezzopane ci tiene a precisare che “non c’è stato, ma anche se fosse ho un trascorso politico trasparente, non vedo a cosa potrebbero eventualmente appigliarsi, ho letto che uno degli argomenti sarebbe l’invasione dell’autostrada A24 nel 2010, quando insieme a tantissimi aquilani manifestavamo per le tasse post-sisma: una cosa che rifarei mille volte, e comunque la vicenda è stata archiviata dalla magistratura”.
La caduta di Berlusconi, però, potrebbe trascinare il governo di Enrico Letta (retto dal Pd e dal Pdl insieme ai centristi di Scelta civica) nel baratro, nel momento stesso in cui si dovrebbe iniziare a discutere del rifinanziamento della ricostruzione del “cratere”, un’eventualità che la Pezzopane esorcizza: “se è un vero leader e ha a cuore le istituzioni, Berlusconi può dimostrarlo slegando le due questioni, la fine dell’esecutivo, cui pure non ho risparmiato critiche propositive, sarebbe un problema enorme”.
“Soprattutto – aggiunge – in questa fase, nella quale stiamo definendo con il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, il sottosegretario Giovanni Legnini e con l’esecutivo le misure da inserire nella legge di stabilità per L’Aquila e il resto del territorio colpito dal terremoto del 2009 per individuare le risorse che ci servono”.
C’è un’altra ripercussione che una crisi di governo potrebbe portare in Abruzzo: l’affollamento della corsa per la scelta del candidato presidente della Regione alle elezioni di primavera, che si arricchirebbe di un altro concorrente, Legnini, che andrebbe a fare compagnia all’ex sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, che ha già fatto sapere di volere l’investitura da parte del centrosinistra.
“D’Alfonso e Legnini sono due ottimi concorrenti, così come lo è Giovanni Lolli, che oltretutto è pure aquilano ed ex onorevole di grande esperienza – dice ancora la Pezzopane – io resto convinta della mia idea: la scelta deve passare attraverso le primarie”.
“Lolli è una risorsa preziosa – conclude – lo proposi come potenziale governatore sin dai tempi di Ottaviano Del Turco, ma lui declinò per restare deputato, attualmente stiamo lavorando per farlo tornare in Parlamento, risolta l’affare Berlusconi tornerò alla carica con il segretario nazionale del Pd, Guglielmo Epifani, per ragionare di un avvicendamento con Legnini, garantendo a quest’ultimo la permanenza nella compagine guidata da Letta”. Pierluigi Biondi





