PESCARA – Grande successo nella calda serata di ieri sera presso il parco “Le Naiadi” di Pescara per il concerto di Niccolò Fabi, diventato famoso per i suoi brani e ricordato da tutti per la sua originale, riccioluta capigliatura.

Oltre ai brani del suo vecchio repertorio l’artista ha presentato il suo settimo album dal titolo Ecco, dodici nuove canzoni scritte e prodotte dal cantante romano che finora sono state presentate in un tour dei teatri conclusosi lo scorso 10 maggio a Sassari, dopo un bel giro lungo lo stivale, da Lecce, a Firenze, a Roma con due date, Torino, Milano, Bologna, Mestre e Salerno.

Fabi si è esibito con la sua band, tutta rinnovata, con cui ha mostrato grande affiatamento. Alla chitarra Pier Cortese e Roberto Angelini, al violino Andrea Di Cesare, al basso Gabriele Lazzarotti, alle tastiere “Mr Coffee” Daniele Rossi, alla batteria Fabio Rondanini.

Il concerto a Pescara fa parte della tournèe estiva ed è stato organizzato dall’Onde Sonore Festival, che si prende cura proprio delle grandi serate musicali in Abruzzo. Per questa stagione quello con Niccolò Fabi, in un contesto semplice ma “estivo” è il primo appuntamento, e l’apertura del concerto è stata affidata al giovane ed esordiente artista Andrea Piermattei.

Con uno stile semplice ma eccelso, è riuscito a coinvolgere un pubblico misto, da giovanissimi ad anziani.

Così è andata la prima canzone della serata La promessa, s’è rivolto scherzosamente verso il pubblico: “dobbiamo sbrigarci a chiudere questa serata perché vi devo lasciare andare alla “movida” delle serate pescaresi lungomare, anzi berrei anch’io volentieri un fresco cocktail”.

Poi è stata la volta di Io, Sei nel centro, la storica Non è, Le cose che non abbiamo detto, È solo un uomo ed Elementare.

Calda e melodica è stata invece l’esibizione di Sedici modi per dire verde, tratta dell’ultimo disco e composta dopo un viaggio in Africa.

In seguito I cerchi di Gesso, la giovanile canzone con cui la sua carriera è iniziata Capelli, cantata scuotendo la testa insieme alla sua folta chioma, Oriente, e la sua classica Vento d’estate, realizzata con l’amico e collega Max Gazzè che per l’occasione è stato sostituito dal chitarrista Piercortese; Cadrà la neve a breve, Mi basterebbe essere padre, l’intensa Ecco, Io sto bene quando sto lontano da me, Offeso, Lasciarsi un giorno a Roma.

Dolcissime note intonate dalla sua chitarra hanno invece introdotto Attesa e inaspettata, la sua preferita, “forse non è la più bella, ma per me è la più significativa”, ha detto. Un brano dal fortissimo impatto emotivo, che il cantante ha dedicato alla figlia di 2 anni, Olivia, morta a causa di una meningite.

Un grido di libertà invece ha accompagnato Indipendente, infine L’oro si aspetta.