L’AQUILA – Sono 50 mila i tesserati del Popolo della libertà in Abruzzo al termine della campagna che si è conclusa ieri, 31 ottobre, centrando il risultato complessivo di un milione di aderenti, che il segretario del partito, Angelino Alfano, ha giudicato “clamoroso”.
Un reclutamento che è servito anche per calibrare i rapporti di forza tra un partito che ha molte anime tanto a livello nazionale quanto in ambito regionale.
E i dati più interessanti sono arrivati proprio dalle zone dove c’erano gruppi contrapposti a duellare per il consenso: la competizione ha costretto tutti a correre e i risultati si sono visti.
In particolare, da quanto si apprende da fonti interne al Pdl, in Regione dominano la corrente legata a Gaetano Quagliariello, vice capogruppo a palazzo Madama, che ha il suo esponente nel coordinatore regionale abruzzese, il senatore Filippo Piccone, e quella del capogruppo pidiellino in Senato, Maurizio Gasparri, rappresentata dal senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore abruzzese (domani farà il punto della sua zona in conferenza stampa).
Schiacciante la predominanza marsicana nell’Aquilano: da quanto si apprende, il rapporto con il capoluogo è di due terzi e un terzo.
In attesa che vengano diramati i risultati ufficiali, i gruppi si annusano e si guardano in cagnesco in vista dei congressi, dove sarà battaglia. Un mese per prepararla, visto che da quanto si apprende dovrebbero svolgersi tra la fine di novembre e i primi di dicembre.
Viene considerato di particolare rilievo il dato dell’Aquilano, che è stato paventato potesse arrivare fino a 17 mila tessere, anche se alla fine dovrebbe essersi attestato un po’ più in basso, sulle 14-15 mila.
In questa provincia la parte del leone va alla Marsica, feudo dello stesso Piccone, che avrebbe sfondato quota 10 mila mettendo in nettissima minoranza il capoluogo, dove il partito vive una situazione di precarietà testimoniata anche dai numeri, non più di 5 mila tessere in totale.
Tra queste, ci sarebbero le 1.500 di Gianfranco Giuliante, assessore regionale e coordinatore provinciale del partito, legato al ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Da Sulmona l’onorevole Sabatino Aracu ne porterebbe circa un migliaio, grazie all’azione del fedelissimo consigliere comunale Donato Di Cesare; 300 invece per i gasparriani.
Sempre all’Aquila, magro bottino per gli altri: il coordinatore comunale, l’ex sindaco Enzo Lombardi, si sarebbe fermato a 250, assieme al gruppo di Luca Ricciuti, Vito Colonna, proveniente da An, circa 150. Dall’Altopiano delle Rocche e dall’Alta Valle dell’Aterno sarebbero poi arrivate altre 150 tessere, convogliate da Carla Mannetti, che comunque dispone anche di un buon pacchetto personale di adesioni.
Sempre da quanto affermano esponenti del partito, a Pescara oltre 5 mila sarebbero le tessere raccolte dal gruppo di Lorenzo Sospiri, gasparriano, altrettante quelle di altri contendenti.
Il consigliere regionale Federica Chiavaroli e il presidente della Provincia, Guerino Testa, sono andati in tandem, così come il presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano (legato in ambito nazionale al vice presidente della Camera Maurizio Lupi), e il portavoce all’Emiciclo, il consigliere Riccardo Chiavaroli.
Hanno invece corso ognuno per conto suo gli assessori regionali Carlo Masci, dato vicino a Sospiri, e Alfredo Castiglione.
Il Teramano è terreno di caccia del governatore, Gianni Chiodi, e del suo amico e collega, il senatore Paolo Tancredi, entrambi legati al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta. Si parla di poco meno di 10 mila tessere per il loro gruppo, con la collaborazione dell’assessore regionale Mauro Di Dalmazio.
Dall’altra parte, la campagna di un altro assessore della Giunta Chiodi, Paolo Gatti, e di Emiliano Di Matteo (vice capogruppo all’Emiciclo) e Renato Rasicci (vice presidente della Provincia) dovrebbe aver assicurato ai gasparriani un bottino di 5 mila aderenti. Circa mille le tessere di Giandonato Morra, assessore regionale legato al gruppo di Gianni Alemanno.
A Chieti, zona dominata da Di Stefano, 7 mila tessere sarebbero arrivate dai suoi adepti, gli assessori regionali Mauro Febbo e Luigi De Fanis e il consigliere Antonio Prospero, mentre il totale si sarebbe fermato a poco meno di 10 mila.






