L’AQUILA – Nel codice civile italiano, una società cooperativa è una società costituita per gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire agli stessi soci lavoratori, quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta, con capisaldi i principi di mutualità, solidarietà, democrazia.

Passando dall’astratto mondo del diritto, a quello della dura realtà si scopre invece, nello sfogliare l’ultimo report dell’attività svolta nel 2020 dall’Ispettorato nazionale del Lavoro, che quello delle cooperative, in Italia e in Abruzzo, è sempre più una giungla, dove i soci lavoratori sono pagati meno di quello si dovrebbe, talvolta impiegati in “nero” dove si pratica allegramente il dumping

Su 869 cooperative controllate, sono stati infatti accertati illeciti nei confronti di 781, il 78% del totale, rispetto al 66% nel 2019.

E si scopre anche che l’Abruzzo, si arriva al 92%, secondo peggiore dato in Italia, di cooperative ispezionate che non hanno rispettato in particolare le normative sul lavoro. In particolare diffusissimo è il dumping contrattuale, basato sull’applicazione di contratti collettivi sottoscritti da organizzazioni sindacali prive di reale rappresentatività che consentono una consistente riduzione del costo del lavoro.

In totale le irregolarità hanno riguardato 2.328 lavoratori  di cui 35 sono risultati totalmente in “nero”.

In Italia  è stata accertata l’occupazione irregolare di 4.966 lavoratori, 223 dei quali (il 4,49%, a fronte del 5,61% del 2019) totalmente “in nero”.

Con un tasso di irregolarità oltre la media, oltre alla Basilicata con il 93% e l’Abruzzo al 92% troviamo Umbria, Veneto e Liguria al 90%. Le minori irregolarità si sono riscontrate in Sardegna, “appena” il 70%.

I dati più elevati di lavoratori in nero sono in Calabria, il 22% degli irregolari, in Liguria il 21%, w Puglia 20%.

Questo accade in tutti i settori, visto che le cooperative ispezionate nel 2020 sono quelle che operano nella sanità ed assistenza sociale, nell’edilizia, nel trasporto e magazzinaggio, nel noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese.

Dall’analisi degli esiti delle verifiche definite si è altresì ricavato che su un totale di 441 cooperative ispezionate tra quelle iscritte alle Centrali, 30 non hanno applicavano il contratto nazionale del lavoro, firmato dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative (7%, a fronte del 6,8% del 2019).

Su un totale di 553 cooperative ispezionate tra quelle non iscritte alle Centrali, 135 hanno applicato contratti sottoscritti da organizzazioni prive dei citati criteri di rappresentatività (24%, a fronte del 20,5% del 2019.

Infine l’azione di contrasto a illeciti in materia previdenziale e retributive, ovvero contributi pensionistici non versati, ha portato a 1.699 diffide, per un ammontare di un imponibile di 15,3 milioni di euro. In Abruzzo le diffide sono state 19 per 1,3 milioni di euro.

Il record negativo spetta questa volta all’Umbria con 3,2 milioni di euro di imponibile, seguita da Emilia-Romagna con 2,6 milioni di euro, e Puglia, 2,5 milioni. Per numero di diffide primeggia ancora la Puglia con 401, seguita dal Piemonte con 235.