L’AQUILA – Avrebbe fatto modificare la scheda di rilevazione dei danni della casa della mamma, lesionata lievemente dal sisma e classificata “A”, facendola risultare con gravi danni strutturali, quindi “E”, e di conseguenza abbattuta e ricostruita.

Con quest’accusa, su disposizione dell’autorità giudiziaria della Procura della Repubblica dell’Aquila, i carabinieri del Reparto operativo hanno sequestrato oggi l’abitazione di Bruna Mastrantonio, madre del dirigente del servizio Emergenza terremoto del Comune dell’Aquila ed ex dirigente del settore Opere pubbliche dello stesso Ente, Mario Di Gregorio.

L’alloggio si trova nel popoloso quartiere di Valle Pretara

A madre e figlio sono stati inviati due avvisi di garanzia con l’ipotesi di reato di abuso d’ufficio e violazioni delle norme di edilizia.

Nell’ambito del filone di inchiesta sono indagati anche Luca Pelliccione, aquilano, geometra comunale che ha partecipato alla stesura della classificazione dell’immobile, e Giovan Battista Masucci, progettista che ha seguìto i lavori di ricostruzione dell’edificio effettuati dalla impresa Domus dei fratelli Gizzi.

Dalle indagini portate avanti dai militari del Reparto operativo emerge che l’abitazione della donna dopo il terremoto ha avuto danni che, inizialmente, erano stati definiti lievi, tant’è vero che c’era stata la classificazione con la lettera “A”, ma che successivamente, dopo un secondo sopralluogo dei tecnici, erano stati definiti danni strutturali gravi, perciò classificati con la lettera più alta della scala, la “E”.

Le lesioni avevano comportato l’abbattimento dell’edificio e l’immediata ricostruzione in tempi stretti rispetto alla media.

Secondo i Pm l’operazione sarebbe avvenuta in maniera irregolare.

Sempre stando alle indagini, alla donna, proprietaria della casa, si contesterebbe non solo il raddoppio della cubatura rispetto al precedente fabbricato, ma anche di aver ottenuto un finanziamento di 450 mila euro di cui solo 200 mila realmente spesi.