L’AQUILA – “La Bper ci ha preso a mattonate in testa”.

Con una metafora attinta dal mondo dell’edilizia dal quale proviene, Gianni Frattale, presidente dell’Ance L’Aquila, non dà adito ad equivoci in merito al suo giudizio, durissimo nei confronti della Banca popolare dell’Emilia Romagna, di collocare la sede della nuova direzione territoriale adriatica a Lanciano (Chieti) e non all’Aquila.

Critiche che fanno seguito a quelle dei sindacati, del presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, del sindaco, Massimo Cialente. E molti altri.

Una scelta incomprensibile anche per Frattale, che esprime la sua rabbia ad AbruzzoWeb.

“Un imprenditore – le sue parole – si trasferisce in base alle opportunità di investimento , per cercare nuovi mercati, è una cosa normale, ma per quanto riguarda la Bper non lo è. All’Aquila per la ricostruzione post-sismica ci sono da spendere 10 miliardi per i prossimi 10 anni, non si comprende dunque per quale ragione un istituto bancario si deve trasferire in una periferia di 20 mila abitanti, con un indotto così importante da cui trarre beneficio qui a L’Aquila”.

La Bper ha assicurato anche a questa testata che per le aziende e i clienti aquilano il trasferimento non comporterà nessun disagio. Frattale smentisce.

“Per noi imprenditori è cambiato tutto, non abbiamo più un interlocutore, un dialogo diretto con la banca. Sono pronto al confronto pubblico per dimostrarlo, carte alla mano. È inutile che la Bper accampi scuse – conclude Frattale – ci ha sbattuto la porta in faccia, è stata una scelta politica, da parte di chi non è interessato al nostro territorio”.