L’AQUILA – “Vi aspettiamo all’Aquila”. Magari per aprire la Porta Santa.
Hanno strappato una promessa a Papa Francesco gli aquilani di ‘Jemo ‘nnanzi’, gruppo di azione civica del capoluogo abruzzese che ha partecipato lo scorso 3 aprile a una udienza dal Pontefice che, per l’occasione, ha parlato anche in dialetto aquilano, pronunciando proprio quel “’Jemo ‘nnanzi”, in italiano “andiamo avanti”, a pochi giorni dalle celebrazioni per il quinto anniversario del sisma del 6 aprile 2009 che distrusse L’Aquila e un intero territorio, provocando 309 vittime.
A quel primo incontro è seguita anche la preghiera per i terremotati nell’Angelus di domenica 6 aprile, a cinque anni dal sisma.
Il doppio Bergoglio ‘all’aquilana’ ha fatto il giro del mondo e ora quelli di ‘Jemo ‘nnanzi’, già protagonisti di diverse e produttive iniziative post-sisma, su tutte il recupero di monumenti del centro storico danneggiato, sono al lavoro per portare Francesco in città “come un cittadino, come uno di noi”.
L’ipotesi fa seguito a quella dell’agosto scorso, quando negli ambienti ecclesiastici e del volontariato si era diffusa un’indiscrezione riportata come tale da questo giornale che fu poi seguita. Ora l’ipotesi della visita si ripropone, corroborata da quel doppio segno d’affetto e interesse per le sorti del ‘cratere’.
Una data la si era già ventilata: il 28 aprile, il giorno dopo che Giovanni Paolo II sarà santo, e, coincidenza significativa, 5 anni esatti dopo la visita del pontefice tra il polacco e l’argentino, Benedetto XVI.
A fare il punto su questi giorni frenetici è Cesare Ianni, esponente del gruppo civico.
“Siamo pronti per averlo qui all’Aquila – dice Ianni ad AbruzzoWeb – consapevoli che non c’è limite alla divina provvidenza. Chi si sarebbe mai aspettato che Francesco parlasse in dialetto aquilano? Insomma, abbiamo dimostrato di riuscire a portare a casa i risultati più impensabili. Certo, fargli aprire la Porta Santa per la prossima Perdonanza Celestiniana per ora è fantascienza, ma con l’impegno di tutti, non soltanto nostro, certi sogni possono diventare realtà”.
“Intanto, pensiamo a ospitare il Papa all’Aquila per una visita ufficiale, il resto si vedrà. C’è il santuario di Papa Wojtyla a San Pietro della Ienca, con tanto di santificazione, c’è Celestino V, c’è una città che ha bisogno di affetto e comprensione ma anche e soprattutto di concretezza. Ecco, Bergoglio in visita da noi sarebbe un segnale fortissimo per L’Aquila e per gli aquilani”.






