L’AQUILA – “Una persona innanzitutto onesta, sincera, che ha dedicato tutta la sua vita alla città dell’Aquila, che amava tantissimo, e al popolo più debole che spesso non era ascoltato”.
Maria Luisa Narducci conobbe Italo Grossi nel 1996, quando “per caso un amico in comune ci fece incontrare, e lui si interessò alla nostra vertenza occupazionale”, racconta ad AbruzzoWeb.
La donna rimase tanto colpita dalla disponibilità e dalla tenacia di Grossi da diventare una sua stretta collaboratrice al Cedic, il Centro per i diritti del cittadino che fondò nel 1993, il cui slogan era “Per diritto e non per favore”.
“Italo per la nostra situazione lavorativa coinvolse anche l’allora senatore Ferdinando Di Orio, che fece una interrogazione parlamentare, mi colpì molto il suo impegno quindi chiesi se potevo lavorare con lui, fu un’esperienza bellissima che mi ha arricchito e fatto capire molte cose anche rispetto alla gente”.
Tra le tante battaglie condotte dall’ufficietto del Cedic in Via Paganica, di fronte all’ingresso della storica sede del Pci, di cui Grossi fu a lungo funzionario, la Narducci ricorda “quella per l’abbassamento di mezzo punto percentuale dell’aliquota Ici, che lui fece alla fine degli anni Novanta, la petizione per l’eliminazione delle tasse sulle bollette del gas, per la quale facemmo una petizione che ebbe enorme successo con la raccolta di 17 mila firme che presentammo all’allora ministro delle Finanze Ottaviano Del Turco“.
“Italo era riuscito ad ottenere la cancellazione dell’addizionale regionale sulla bolletta del gas – aggiunge – Fece poi una grossa battaglia per le antenne della telefonia mobile installate sui tetti dei palazzi, fece fare uno studio per valutare i danni che provocavano, ne seguì una fiaccolata con moltissima gente”.
E ancora, “la battaglia per modificare il percorso di accesso dei camion alla cava Vaccarelli, purtroppo interrotta dalla sua prematura scomparsa”, il 5 febbraio del 2006.
Con la stessa forza con la quale stringeva la mano, Italo Grossi portò a casa numerosi risultati per i cittadini più deboli. Per tutti, “l’inserimento dell’Aquila nelle tre città italiane dove fu sperimentato il reddito minimo di inserimento, progetto voluto dal ministro Livia Turco ma poi abbandonato dal governo Berlusconi“.
Un solo rammarico, dalla signora Maria Luisa: “L’attività del Cedic è finita con Italo, non ci è stato nessuno al suo livello e disposto a portare avanti quelle battaglie, sarebbe servita una persona preparata e che conoscesse le leggi come lui”.
Con Italo Grossi, finì anche la consuetudine di affidare ad un esponente dell’opposizione la guida del Consiglio comunale. Dai banchi del Partito democratico della Sinistra (Pds), fu eletto presidente dell’Assise civica nella prima consiliatura dell’amministrazione di Biagio Tempesta, sindaco di Forza Italia.



