L’AQUILA – Aquilano, agente di commercio molto conosciuto in città, un lungo passato politico nella destra nella quale dice di non riconoscersi più. Questo il profilo di Carlo Congiu, nuovo coordinatore provinciale di Italexit per l’Aquila e provincia che stamane è stato presentato dal commissario regionale Massimo Pietrangeli in una conferenza stampa alla villa comunale nei pressi dell’Emiciclo.

«Gestirò – ha spiegato Congiu nella conferenza stampa – il partito nel modo tradizionale, con una campagna di tesseramento immaginando la maggiore base possibile; punto a creare gruppi comunali di iscritti molto attivi in Italexit nella proposta e nel dibattito su tutti i temi cari al partito di Gianluigi Paragone. Lo sfondo di partenza è la drammatica crisi di sovranità che vive il nostro Paese e in particolare l’Abruzzo, depredato del suo tessuto produttivo e occupazionale, in altre parole l’identità più profonda che passa anche per l’economia».

«Sono contro – ha proseguito il neo-coordinatore provinciale – la legge Biagi che ha mprecarizzato il lavoro con l’appoggio dei sindacati, i quali ironicamente si apprestano a manifestare contro il disastro che essi stessi hanno provocato. Altro punto che voglio rimarcare è la mia contrarietà alle derive assunte dalla Nato, sebbene non contro gli Stati Uniti tout-court; dobbiamo ripristinare un accordo tra alleati, senza padroni pregiudiziali ma in veste di alleanza paritaria».

Pietrangeli si associa a Congiu nella denuncia dei biolaboratori che la Commissione europea ha intenzione di insediare anche in Abruzzo: «saranno luoghi – hanno detto – di produzione di subdole armi di distruzione di massa, la negazione dello sviluppo e tappa decisiva verso lì’involuzione di un intero territorio, senza menzionare il rischio biologico in assenza di ogni reale controllo delle autorità locali».

«Con l’amico Carlo Congiu – ha spiegato Pietrangeli – stiamo iniziando una fattiva collaborazione mirata, per il momento, ad inquadrare le problematiche emergenti del capoluogo regionale e della sua provincia. Siamo fiduciosi sulla possibilità di far convergere sulle nostre posizioni cittadini sempre più consapevoli della indispensabilità di una politica realmente sovranista, per uscire dalle imposizioni assurde e nocive di una Europa che non rappresenta più, nella maniera più assoluta, la comunità di nazioni voluta dai padri fondatori».

«Non una delle misure adottate dalla Commissione Europea risponde agli interessi dell’Italia e degli Italiani, né a livello economico, né sociale, nè in termini di sviluppo reale della democrazia e di una visione alta della vita. Al contrario, questa dittatura mascherata, va esclusivamente nel senso di un controllo sempre più totale della persona, soffocando – in particolare in Italia – anche ogni velleità di libera impresa».

«Nel nostro Paese – ha concluso il commissario regionale di Italexit – un paese che più che di riforme ormai necessita di una rifondazione, dunque, diventa indispensabile, a questo punto, una virata immediata, prima che la nazione vada definitivamente in rovina. Il nostro appello, pertanto, è rivolto a persone che – come Carlo Congiu – hanno non solo contezza della gravità della situazione, ma anche il senso dell’appartenenza ad una patria e ad una nazione».