L’AQUILA – Si avvicina a grandi passi la prescrizione del processo in corso al tribunale dell’Aquila sugli isolatori sismici, ovvero le “molle” installate sotto le palazzine del progetto C.a.s.e. costruite dopo il 6 aprile 2009, fatti talmente male che si sono spezzati in alcuni casi nei test in laboratorio.

Al termine di un’udienza-lampo di mezz’ora, infatti, oggi il giudice del capoluogo Giuseppe Grieco ha rinviato il processo al prossimo 21 ottobre. Proprio quel giorno, curiosamente, è prevista un’altra udienza di un processo a rischio prescrizione, quello sulle forniture di bagni chimici.

Alla ripresa in autunno si svolgerà un confronto tra consulenti tecnici: da un lato Alessandro De Stefano del Politecnico di Torino, perito dell’accusa rappresentata dal pubblico ministero Fabio Picuti, dall’altra gli esperti nominati dagli avvocati difensori.

I due imputati per frode nelle pubbliche forniture sono Gian Michele Calvi, direttore dei lavori di realizzazione delle C.a.s.e., e Agostino Marioni, dirigente di una delle ditte fornitrici, la Alga Spa.

Secondo la ricostruzione del pm, la Alga spa ha fornito 4.896 dei circa 7.300 isolatori complessivi e li ha consegnati privi dei certificati di omologazione e qualificazione del Consiglio superiore dei lavori pubblici e delle protezioni da umidità e polvere.

Con questo nuovo salto di 5 mesi, dovuto all’agenda fittissima del giudice Grieco, a sua volta conseguenza delle drammatiche carenze d’organico degli uffici del capoluogo, l’estinzione del reato per prescrizione, che farebbe cadere ogni accusa, sembra inevitabile.

C’è qualche mese in più rispetto alle prime stime che la vedevano in arrivo già per la fine di quest’anno. Ma dato che le ultime forniture di isolatori, come evidenziato da alcuni legali di parte civile, risalgono all’ottobre 2009, di conseguenza al più per l’aprile 2017 sarà tagliato il traguardo massimo dei 7 anni e 6 mesi che farà calare il sipario sul processo.

A quel punto, forse, la sentenza di primo grado sarà emessa, ma è certo che non si farà neanche a tempo a presentare i ricorsi in Appello, figurarsi a celebrare il secondo grado di giudizio e l’eventuale processo di legittimità in Cassazione.

L’INCHIESTA

Per questo processo il giudice Giuseppe Romano Gargarella aveva condannato con il rito abbreviato con le stesse accuse a 1 anno di reclusione Mauro Dolce, responsabile del procedimento di realizzazione del progetto C.a.s.e.: la sentenza era stata confermata anche in Appello, ma lo scorso 8 aprile la Cassazione ha ribaltato tutto, assolvendolo.

Dolce e Calvi sono indagati nell’inchiesta della procura svolta dal Corpo forestale aperta per il crollo di un balcone avvenuto nel settembre 2014 dal terzo al secondo piano di una palazzina delle C.a.s.e. di Cese di Preturo a causa del “materiale scadente e difetti strutturali nelle costruzioni”.

Entrambi, inoltre, sono già stati condannati in primo grado a 6 anni di reclusione ciascuno e assolti in Appello e in Cassazione assieme ad altri cinque esperti per omicidio colposo e disastro colposo nell’ambito del processo alla commissione Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio, di cui erano componenti all’epoca della riunione del 31 marzo 2009, a cinque giorni dalla scossa distruttrice delle 3.32.

L’inchiesta giudiziaria sugli isolatori è nata da un’inchiesta giornalistica di RaiNews24, intitolata “A prova di sisma”.

La procura ha preso di petto questa vicenda, tanto che l’allora procuratore Alfredo Rossini, successivamente scomparso, dichiarò lapidario: “Chi guadagna e basta va in galera”.