PESCARA – I tre giorni di fuoco dedicati all’Ironman sono finiti ieri sera a Pescara con la premiazione alle 21.30 alla Nave di Cascella, punto simbolo dell’evento.
La città è apparsa visibilmente stanca e mentre lo staff si dedicava alla rimozione degli stand che hanno popolato il centro, qualcuno probabilmente si chiedeva già se ci sarà una nuova edizione dell’Ironman l’anno prossimo proprio nella città adriatica.
E le notizie sono ottime, la Wecam Sports Events ha riconfermato la città anche per l’edizione 2014. Intanto Pescara tenta di tornare alla normalità, visto che non sono stati pochi i disagi creati dall’evento soprattutto con la chiusura delle strade.
Malgrado tutto però la città negli scorsi giorni è apparsa vitale e festosa, come non la si vedeva da tempo e sicuramente l’ingresso della stagione estiva ne è complice.
Tantissime persone hanno affollato le sue strade, italiani e non; i capricci del meteo però si sono fatti sentire anche nella giornata principale dell’evento: le temperature erano piuttosto elevate però il vento, con cui la città ha fatto i conti ripetutamente nelle ultime settimane, ha creato qualche problema nella fase “nuoto” a quanti si sono messi in gioco, rendendo di conseguenza mosso il mare: questo ovviamente non ha spaventato ma ha solo disturbato la performance di alcuni di loro.
Quest’anno l’italo-argentino Daniel Fontana, principe delle scorse iniziative dell’Ironman non ce l’ha fatta ad arrivare primo e si è classificato al quarto posto con 04:06:21, un tempo migliorato rispetto all’anno scorso, quando aveva impiegato 04.13:25 per concludere il percorso; Alessandro Degasperi invece con i suoi 04:03:12 si è posizionato al secondo posto come nell’edizione 2012, migliorando il tempo che era stato di 04:15:31.
Il vincitore di questa edizione invece è il trentenne tedesco Reichel Horst con un tempo record di 04:02:04; la categoria che l’ha reso il migliore è la corsa, infatti lo stesso Degasperi, seconda posizione, nel nuoto ha ottenuto un tempo migliore.
Al terzo posto c’è Manuel Kung, eccellente nel nuoto che poi presenta 5 minuti di svantaggio nella corsa; al quinto posto invece c’è lo spagnolo Clemente Alonso Mckernan, al quinto posto Daniel Herlbauer, al settimo Marko Albert, mentre all’ottavo c’è il primo abruzzese in classifica Luca De Paolis, della provincia dell’Aquila, che ha perso più tempo nella fase in acqua, ma distinte sono le altre prestazioni.
Dopo l’abruzzese, in classifica ci sono altri cinque italiani: al nono posto Giuseppe Baldelli, al decimo posto Gabriele Mazzetta, all’undicesimo posto Emanuele Ciotti, al dodicesimo posto Stefano Paoli, al tredicesimo posto Davide Ambrosini.
In ordine, ossia nuoto, bici, corsa, e totale, sono riportati i tempi dei primi tredici vincitori uomini, notizie utili per avere un’idea della difficoltà e la durata media del percorso.
Le donne, hanno avuto una maggiore difficoltà nell’affrontare il percorso, che però hanno affrontato con una grinta costantemente incitata dal pubblico presente dietro le transenne e sulla spiaggia; per un confronto, verranno riportati i risultati delle prime tredici donne per paragonare i tempi uomo-donna; la vincitrice è per pochissimi secondi in meno rispetto a Tamsin Lewsin l’ungherese Erika Csomor.
La gara è stata sicuramente dura e difficile soprattutto perché coloro che partecipano hanno un dispendio di energia enorme che si è tentato attraverso i volontari di colmare, per evitare drastiche conseguenze, ma coloro che hanno gareggiato sono rimasti tutti uniti in quell’esperienza estrema che in realtà li ha resi tutti parte di un’unica grande emozione senza distinzione di sesso o di origine; anche Pescara da tre anni a questa parte è la scenografia perfetta di questa grande emozione che molti pescaresi sperano di rivivere.






