PESCARA – Si è conclusa nel peggiore dei modi la vicenda avvenuta la notte tra domenica e lunedì a Montesilvano (Pescara). Sono morti entrambi, marito e moglie, Liliana Agnellini, 65 anni, e Damiano Verna (68), l’uno nella notte all’ospedale di Pescara e l’altra nel pomeriggio al centro Grandi ustioni di Roma.

All’origine del gesto ci sarebbe la forte gelosia dell’uomo che non riusciva ad accettare la fine della loro relazione.

Il 68enne, pensionato di Pianella (Pescara), domenica sera ha atteso sotto casa che la sua ex compagna facesse ritorno dopo una serata con le amiche, l’ha minacciata con un coltello, costringendola ad entrare in ascensore, e ha cosparso il proprio corpo e quello della donna di liquido infiammabile, per poi appiccare il fuoco.

La violentissima deflagrazione ha perfino divelto le porte dell’ascensore.

I primi a soccorrere i due, richiamati dal boato e dalle urla della 65enne, sono stati gli inquilini della palazzina in cui abitava la donna, i quali hanno tentato di spegnere le fiamme con dell’acqua.

Al loro arrivo i vigili del fuoco si sono trovati davanti una scena straziante: i due, ancora vivi, erano distesi a terra, semicarbonizzati, con il corpo, i capelli e i vestiti bruciati.

Immediati i soccorsi degli uomini del 118, ma le condizioni di entrambi sono apparse subito disperate: tutti e due avevano ustioni di terzo grado su oltre il 50 per cento del corpo.

L’uomo è morto nella notte. La donna, invece, si è spenta attorno alle 15.

Il movente, stando alla ricostruzione degli investigatori, sarebbe la forte gelosia del 68enne che, tra liti e discussioni, non voleva accettare la fine della loro relazione. Per gli stessi motivi, infatti, l’uomo, a inizio dicembre, aveva tentato il suicidio in casa della compagna.

In quell’occasione, i carabinieri, dopo aver accertato quanto stava accadendo, lo avevano denunciato per atti persecutori e violenza sessuale.

L’altra notte, poi, il tragico epilogo. Il coltello da cucina trovato nell’ascensore assieme a due bottigliette contenenti il liquido infiammabile lascia pochi dubbi sulla dinamica dei fatti, già raccontata in minima parte ai medici dalla donna, prima di essere sedata.

Del caso si sono occupati i carabinieri della compagnia di Montesilvano, coordinati dal capitano Enzo Marinelli.