PESCARA – “Mi lusinga che qualcuno abbia pensato al sottoscritto come candidato a sindaco di Pescara, ma non sappiamo nemmeno quando e come si tornerà a votare. Non lo dico per giocare in retroguardia o per fare tattica politica: il tema non è oggi all’ordine del giorno, è prematuro, e non ne ho mai parlato con il presidente Marco Marsilio“.
Interpellato da Abruzzoweb, prende tempo ma lascia le porte già aperte, il 56enne deputato pescarese Guerino Testa, di Fdi, ex presidente della Provincia ed ex consigliere regionale. Nato politicamente con la lista civica Pescara Futura dell’attuale sindaco di Pescara Carlo Masci, per passare poi a Fi e Pdl, e infine al partito di Giorgia Meloni.
Testa è spuntato come possibile candidato a sindaco della sua città, o meglio della Grande Pescara, con la fusione con Montesilvano e Spoltore (Qui il link). Spinto, questo assicurano più voci dentro il centrodestra, dallo stesso presidente Marsilio, che vorrebbe la fusione già a gennaio, senza altri rinvii, e assicurare la casella della Nuova Pescara al suo partito, Fdi, lasciando a Fi L’Aquila, per il post Pierluigi Biondi.
E questa sarebbe stata la ragione principale della violenta lite nella riunione del 2o luglio tra il presidente della Regione e il sindaco Masci, di Forza Italia, che invece vorrebbe un rinvio della fusione. Un rimescolamento delle carte con conseguenze anche per le candidature al parlamento, con l’uscita di scena di Testa per Fdi, ma con l’ingresso nell’agone di Masci per Fi.
Testa però, nell’intervista, si dice al pari di Masci favorevole ad un rinvio della tempistica della fusione fissata dalla legge regionale del 2023, che ha fatto seguito al referendum del 2014, e che dovrà avvenire entro il primo gennaio 2027.
“Mi piace parlare il linguaggio della realtà: la fusione non basta farla, va fatta bene. E i tecnici, il direttore generale del Comune di Pescara, la parte politica, ma prima ancora la parte tecnica dei comuni, hanno evidenziato in più di una relazione che alcuni servizi ad oggi non sono ancora pronti per essere accorpati, quindi un rinvio di 1-2 anni può essere opportuno”.
Anche perché, “il Comune di Pescara è stato bloccato per diversi mesi per la vicenda del ritorno alle urne, sperando che poi non si vada a perdere ulteriore tempo, si lavori all’acremente perché una città più grande e nuova sicuramente avrà una forza maggiore all’interno dello scacchiere nazionale, ben sapendo che all’inizio non ci saranno solo positività, ma problemi da affrontare, come accade in ogni grande cambiamento”.
Dunque tornando all’ipotesi di una sua candidatura, Testa sottolinea che “ad oggi non sappiamo né quando si andrà a votare né tantomeno chi potrà essere il candidato del centrodestra, la donna o l’uomo migliore per rappresentare l’intera coalizione. È davvero troppo presto per parlarne”.
Sull’epico scontro tra Marsilio e Masci, a cui comunque hanno fatto seguito messaggi di pace da entrambi, commenta Testa: “lo scontro in politica non dico che è quotidiano ma viene spesso con toni più o meno accesi, anzi io ritengo che quando c’è scontro c’è vitalità, c’è confronto, c’è voglia di lavorare per il bene di una comunità. Detto questo, è certo che Pescara ha avuto moltissimo dal governo regionale di Marco Marsilio, basti pensare alle infrastrutture, come il porto, la filovia, l’area di risulta, alle grandi manifestazioni che hanno reso questa città visibile anche fuori dal territorio italiano. Masci è una persona intelligente quindi sa perfettamente che gran parte del merito della sua buona attività amministrativa è dovuta anche da una Regione che si è dimostrata molto amica di Pescara”.
E veniamo al possibile scambio di casella per Fdi, tra L’Aquila e Pescara: “tutto può accadere, tutto può avvenire, ma bisogna valutare sempre in quel momento storico qual è la persona che in maniera presumibile può essere più vincente rispetto ad altri”.
Non chiarisce, infine, se è sua intenzione ricardarsi al Parlamento, “anche questo è un ragionamento prematuro”, e sull’ipotesi di elezioni politiche anticipate pronostica: “ad oggi direi elezioni anticipate ad aprile, l’election day a maggio o giugno, o arrivare a fine mandato a settembre 2027, sono tre ipotesi che hanno la stessa percentuale di possibilità, direi 33%, 33% e 33%. Può accadere di tutto, ma molto dipenderà dalla nuova legge elettorale che non è una cosa di poco conto, e che assicuro riusciremo a portare a casa”.






