L’AQUILA – “Leggo che la Cassazione ha stabilito per Bruno Contrada ex numero due del Sisde, un risarcimento per ingiusta detenzione intorno ai 300.000 euro. Venne accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. I risarcimenti per ingiusta detenzione vengono dati a chi si e chi no. I potenti assolti vengono sempre risarciti. Chi è stato assolto da ” banda armata” di sinistra, niente”.
Lo scrive l’ex segretario regionale di Prc, l’aquilano Giulio Petrilli, portavoce comitato per il diritto al risarcimento a tutti gli assolti.
Nel 1980 Giulio Petrilli, allora ventenne, viene accusato dai magistrati di essere uno dei capi di Prima Linea. Con la pesantissima accusa di “banda armata” venne arrestato. L’imputazione gli è costata sei anni di carcere, in un regime simile al 41 bis. Qualche tempo dopo, la tesi dell’accusa è stata smontata. Nel 1986 la Corte d’Appello di Milano lo ha assolto e, tre anni dopo, anche la Cassazione ha confermato la sua innocenza. A tutt’oggi ancora non gli vengono riconosciuti i danni per ingiusta detenzione, per la quale si batte da anni.
“Gli ultimi dati di un rapporto di Antigone parlano di un rigetto di domande intorno al 60%. I magistrati danno un giudizio morale sugli assolti e se hanno avuto per loro cattive frequentazioni non vengono risarciti. Inquisizione moderna. Ma i potenti assolti vengono sempre risarciti, Bruno Contrada, Giulia Ligresti e tanti altri tra i quali tanti politici assolti”, scrive Petrilli.
E conclude: “D’accordo che vengano risarciti, ma gli altri?. Una questione di classe anche qui. A Scampia nessun assolto viene risarcito, perché hanno stampato sulla pelle l’illegalità. A chi è stato assolto da banda armata di sinistra, niente. Assolto o non assolto, sei sempre un sovversivo. Ma che diritto è? Tutto funziona in base al garantismo dei potenti.”






