L’AQUILA – “Dopo questo sciopero della fame, ho ottenuto la fissazione dell’udienza alla Corte di Cassazione il 30 maggio prossimo. Un piccolo ma importante passo”.
Lo annuncia Giulio Petrilli, ex segretario provinciale di Rifondazione comunista poi passato al Partito democratico, già presidente dell’Agenzia regionale edilizia territoriale, che conduce un’aspra battaglia per i risarcimenti a seguito di ingiusta detenzione.
L’udienza, sottolinea Petrilli, è arrivata “dopo otto giorni di sciopero della fame e della sete per protestare contro il mancato risarcimento per ingiusta detenzione, durata sei anni, con l’accusa di essere uno dei capi dell’organizzazione terroristica ‘Prima Linea’”.
Per la quale, ricorda, è arrivata una “assoluzione definitiva in Cassazione nel luglio 1989. Sentenza di assoluzione ritenuta importante – prosegue – ma non vincolante per concedere il risarcimento da parte della Corte d’Assise d’Appello di Milano che ha rigettato la mia istanza, in quanto frequentavo persone sbagliate”.






