L’AQUILA – Scoppia la pace tra i sindaci dei 4 comuni dell’area omogenea numero 9 e i 5 dipendenti estensori della lettera di denuncia di ingerenze della politica nella ricostruzione, incompatibilità e disorganizzazione negli uffici.

Gli amministratori Pino Angelosante (Ovindoli), Gennarino Di Stefano (Rocca di Cambio), Mauro Di Ciccio (Rocca di Mezzo) e Valter Chiappini (Lucoli) hanno incontrato in un vertice fiume di due ore e mezzo, concluso in serata, i tecnici istruttori ribelli Enrico Bianchi, Gianfranco Stallone, Agostino Padovani, Vanni Ranieri e Alessandro Da Ros.

L’incontro è stato a 9, assenti invece “perché non invitati” alcuni degli interlocutori chiamati in causa nella durissima missiva, come il coordinatore delle aree omogenee, Emilio Nusca, o il responsabile della Utr 9, Raffaele Iacovitti, e nemmeno il titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione del cratere, Paolo Esposito.

Bocche cucite al termine, i commenti sono stati rimandati a una nota unificata che verrà diramata domani.

Anche se, da quanto emerso, si dovrebbe essere riusciti a “rimanere nell’alveo dell’amministrazione”, come auspicava il sindaco di Ovindoli, Pino Angelosante, evitando, quindi, strascichi giudiziari, almeno da parte dei 5, verosimilmente dopo i dovuti chiarimenti e con la promessa di opportuni accorgimenti nella filiera.

La lettera potrebbe comunque sfociare in un’inchiesta giudiziaria alla luce della decisione del prefetto del capoluogo, Francesco Alecci, che era tra i destinatari, di interessare le forze di polizia e, forse, la magistratura, della vicenda. Alberto Orsini