L’AQUILA – “Le malattie cardiovascolari rappresentano nel mondo la prima causa di di morte, ancor più dei tumori: a maggior ragione è fondamentale la prevenzione e la diagnosi precoce, tenuto conto che ad oggi abbiamo tecniche e farmaci all’avanguardia, garantiti dal sistema sanitario nazionale”.
Le cronache anche abruzzesi riferiscono molti casi di infarti fatali, inaspettati e improvvisi, che colpiscono persone anche in giovane età, apparentemente sane: a maggior ragione assume peso e valore l’appello formulato nell’intervista ad Abruzzoweb da Livio Giuliani, 50enne primario del reparto di Cardiologia e dell’Unità di terapia intensiva cardiologica con emodinamica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila.
Nell’intervista, Giuliani tra i fattori di rischio annovera anche le sigarette elettroniche, visto che non esistono ancora studi consolidati che attestino che facciano meno male delle sigarette tradizionali. E sfata la fake news secondo la quale gli infarti sarebbero aumentati dopo il covid 19, per qualcuno a causa dei vaccini, visto che tutti gli studi internazionali confermano che si è tornati ad una incidenza pari a quella del pre-covid.
Giuliani è in servizio all’Aquila dal luglio del 2024, dopo aver vinto il concorso bandito dalla Asl provinciale dell’Aquila, proveniente dalla Asl provinciale di Chieti dove è stato responsabile dell’Unità operativa semplice dipartimentale Emodinamica, Diagnostica ed Interventistica, e ancor prima cardiologo interventista, o emodinamista, nell’ospedale universitario di Novara, nel laboratorio di emodinamica dell’ospedale di Ivrea, con oltre 5mila interventi di cardiologia interventistica effettuati.
“Il problema specifico dell’infarto del miocardio – entra dunque nel merito Giuliani -. è spesso non dà alcun segnale premonitore, quindi può insorgere all’improvviso e occorre dunque a maggior ragione fare una prevenzione e una diagnosi precoce delle condizioni che possono favorire l’evento acuto”.
Ebbene, spiega ancora Giuliani, i fattori di rischio principali sono cinque.
“Il primo è la familiarità, che evidentemente non è modificabile, gli altri – non li espongo in ordine di importanza -, sono la presenza di diabete mellito, di colesterolo alto, di ipertensione, il fumo di sigaretta. Ce ne sono poi altri come l’obesità e la sedentarietà, ma sono i primi cinque quelli principali”.
Per quanto riguarda poi il vizio del fumo, tiene a precisare Giuliani, “non ci sono ancora certezze ed evidenze scientifiche per poter affermare che le e gig, le sigarette elettroniche, senza combustione, le cosiddette svapo, facciano meno male delle sigarette tradizionali, in relazione all’insorgenza dei tumori al polmone o dell’infarto del miocardio. Ci vorranno altri anni di ricerca essendo un prodotto relativamente nuovo, i primi studi non sono così confortanti, quindi consiglio in ogni caso cautela”.
Tornando dunque alla prevenzione: “oggi abbiamo degli strumenti eccellenti per diagnosticare precocemente una malattia coronarica, che è all’origine dell’infarto, se c’è una placca coronarica che a un certo punto si rompe e chiude il vaso sanguigno. Abbiamo però la possibilità di sapere per tempo e diagnosticare precocemente se le coronarie siano ostruite e questo lo possiamo fare con gli esami funzionali, come l’ecocardiografia da stress, la risonanza magnetica da stress o anche andando a vedere direttamente le coronarie in modo non invasivo, con la tac coronarica, o in modo più invasivo, anche se a bassissimo rischio, con con la coronarografia. E a quel punto riusciamo a fare una diagnosi precocissima della malattia coronarica e a trattarla con farmaci innovativi che permettono non solo di stabilizzarla, ma anche di farla regredire”.
Giuliani tiene poi a sfatare le varie fake news che girano in rete secondo cui a seguito della pandemia del covid e a causa dei vaccini, sono aumentati i casi di infarto.
“Durante il covid si è verificata una impennata delle malattie cardiovascolari, dovuta alla difficoltà di accesso agli ospedali e alla paura di contagiarsi, al crollo delle prevenzione in una situazione di drammatica emergenza. Allo stato attuale la comunità scientifica cardiologica internazionale non rileva un aumento delle problematiche cardiovascolari come conseguenza della pandemia, siamo infatti tornati ai numeri del pre-covid. Le complicanze dovute poi al long covid, riguardano le patologie respiratorie e allergologiche e non il sistema cardiovascolare” .






