L’AQUILA – Mentre in tutta Italia si susseguono le dimissioni di presidenti di provincia e sindaci dei Comuni con più di 20 mila abitanti per evitare l’ineleggibilità e candidarsi alle prossime politiche, in Abruzzo ancora nessuno ha compiuto questo passo.
La norma stabilisce che entro 180 giorni dal voto chi si trova nelle condizioni previste dalla legge sulla ineleggibilità alla carica di senatore o deputato debba rimuoverle abbandonando la poltrona.
Evidentemente in regione nessuno di coloro che oggi ricoprono tali ruoli pensa di avere un futuro a Roma, per cui restano saldamente al loro posto.
D’altra parte l’unico caso di parlamentare-sindaco o presidente di provincia è quello del coordinatore abruzzese del Popolo della libertà, il senatore Filippo Piccone, primo cittadino di Celano (L’Aquila), Comune che è al di sotto della soglia fissata dalla norma.






