SAN SALVO – Quindici milioni di euro: è la somma confluita nelle casse di cinque comuni abruzzesi, in otto anni, grazie alle multe elevate sulla base degli autovelox posizionati lungo la statale Trignina che collega Molise e Abruzzo.

Il dato è stato reso noto in conferenza stampa, a Isernia, dal presidente del comitato Pro-Trignina, Antonio Turdò, costituitosi per avviare una ‘class action’ degli automobilisti “multati ingiustamente perché gli autovelox erano illegali”.

Turdò ha invitato gli automobilisti sanzionati a costituirsi parte civile nell’udienza fissata il 17 maggio prossimo davanti al Gup del Tribunale di Vasto (Chieti), nel corso della quale si dovrà decidere l’eventuale avvio del processo a carico dei cinque comuni: Cupello, Dogliola, Fresagrandinaria, Lentella e San Giovanni Lipioni (Chieti).

La vicenda giudiziaria ha inizio al 2008, dopo un esposto-denuncia presentato al Tribunale di Vasto da un magistrato napoletano multato due volte, in tre giorni, per eccesso di velocità rilevato da autovelox lungo la Trignina.

“I rilevatori – ha detto Turdò – venivano piazzati e imboscati dappertutto. Ciò è stato accertato in sede di indagini, come pure le stranezze dell’agire di alcuni Comuni nei loro rapporti con le società che gestivano gli autovelox. Comunque tutto verrà chiarito il 17 maggio, quando in aula saranno portate anche le intercettazioni telefoniche”.

L’indagine si riferisce agli anni dal 2005 al 2007.

“Una vittoria l’abbiamo già ottenuta – ha detto Turdò – l’assurdo limite di velocità è stato elevato a 90 Km/h, tranne per un tratto di 1,8 km. Ora, a disposizione degli automobilisti che ingiustamente hanno pagato le multe, mettiamo gratuitamente avvocati a Isernia, Campobasso, Termoli (Isernia) e Chieti. Recupereranno l’importo pagato”.

Turdò ha ricordato i recapiti del Comitato Pro-Trignina che si trova in via Parri a San Salvo (Chieti).

“Per ogni spiegazione e contatti – ha aggiunto – ribadiamo il nostro indirizzo mail [email protected]”.

Al comitato si sono rivolti già 200 automobilisti molisani, abruzzesi e campani.