L’AQUILA – “Da tempo denunciamo come L’Aquila sia tra le città italiane col più alto numero di automobili rispetto al numero di abitanti. Da tempo denunciamo come sia sostanzialmente impossibile rinunciare all’automobile, considerato che il sistema di trasporto pubblico locale è inutilizzabile, con la città poco e mal collegata e un sistema di bus inefficace e inefficiente. Ciò si traduce in un alto numero di incidenti, troppi – davvero troppi – mortali: l’ultimo, il drammatico investimento di una donna lungo viale Corrado IV. Ma l’amministrazione comunale continua a voltarsi dall’altra parte”.
Così, in una nota, il Partito democratico dell’Aquila, a seguito dell’investimento mortale in Viale Corrado IV costato la vita, nei giorni scorsi, ad una donna di 91 anni. Sempre lo stesso giorno, qualche ora dopo, lungo la statale 17, nei pressi del Tecnopolo, un’altra donna di 55 anni è morta dopo un frontale.
“Altrove, le amministrazioni comunali agiscono in termini di prevenzione e tutela dei pedoni. Qui, non si va oltre gli annunci a mezzo stampa – aggiunge il Pd – Per questo, porteremo di nuovo l’argomento all’attenzione della competente Commissione consiliare”.
“Serve un ripensamento radicale della viabilità urbana, a partire dal ridisegno del sistema di trasporto pubblico locale, con la razionalizzazione delle tratte, il potenziamento di alcune linee collegate a parcheggi di scambio, un investimento non più rinviabile in tecnologie. E poi, bisogna proteggere i pedoni aumentando le zone 30, ridisegnando gli attraversamenti, illuminandoli meglio, usando dissuasori intelligenti, migliorando la segnaletica in particolare lungo le strade più trafficate, larghe, veloci”.
“Si pensi a viale Corrado IV, teatro tragico dell’ultimo incidente: la segnaletica orizzontale è scolorita, mancano semafori pedonali a richiesta, non è istituita la zona a 30, non c’è alcun progetto serio su possibili attraversamenti in sicurezza (sotterranei o sopraelevati). Eppure, siamo accanto al mercato di Piazza D’Armi, uno dei luoghi più frequentati dai cittadini”.
“Serve una visione diversa, che metta al centro la sicurezza dei pedoni e la vivibilità della città. Basta rinvii: iniziamo almeno a tutelare i pedoni”, conclude la nota.





