L’AQUILA – È guerra di perizie sulla questione degli isolatori sismici installati nel progetto C.a.s.e. all’Aquila, oggetto di un’inchiesta della procura della Repubblica.

Ieri nel corso di un’udienza diretta dal giudice per le indagini preliminari Marco Billi, il perito del giudice ha confermato che alcuni isolatori sono “inadeguati” e presentano “criticità sostanziali ai fini della sicurezza”.

A questo si sono opposti i consulenti della difesa, secondo i quali gli esperimenti fatti sui “pilastri a molla” sono stati condotti in maniera errata e con mezzi non ortodossi. Insomma, è guerra aperta tra le consulenze e lo sarà probabilmente per molto tempo.

Il professor Alessandro De Stefano, nominato dal gip in sede di incidente probatorio, ha confermato la sua tesi, parlando di “difformità dei materiali forniti rispetto a quelli offerti in gara, criticità ai fini del funzionamento e della sicurezza”, in relazione ai circa 5 mila isolatori forniti dalla ditta milanese Alga.

L’azienda si è aggiudicata la gara insieme alla Fip di Padova per una spesa complessiva che supera i 7 milioni 100 mila euro.

Secondo il perito, invece, gli strumenti dell’azienda patavina sembrano essere fatti in modo corretto.

I test sul funzionamento degli isolatori sono stati svolti a San Diego, in California, e sono stati contestati dai consulenti della difesa: a loro dire sono stati eseguiti con strumentazioni inadeguate.

Secondo gli esperti le anomalie riguardano circa 200 isolatori forniti dall’Alga. Uno di questi, tra l’altro, durante i test si è anche rotto!

Nella vicenda sono indagati per turbativa d’asta e frode nelle pubbliche forniture sei persone.

Si tratta di Mauro Dolce, nella veste di responsabile unico del procedimento per il progetto C.a.s.e. presso il dipartimento della Protezione civile; Gian Michele Calvi, direttore dei lavori del progetto C.a.s.e., entrambi già condannati a 6 anni di reclusione per omicidio colposo e lesioni colpose nell’ambito del processo Grandi rischi; Michel Bruno Dupety, presidente del consiglio di amministrazione della Alga Spa, una delle ditte fornitrici; Agostino Marioni, amministratore della stessa ditta; Donatella Chiarotto, presidente della Fip, altra ditta fornitrice di Padova; Mauro Scaramuzza, altro dirigente della medesima ditta veneta.

Al termine dell’udienza, con la conclusione dell’incidente probatorio, il giudice ha restituito gli atti al pubblico ministero che ora dovrà decidere il da farsi, chiedere il rinvio a giudizio, l’archiviazione o la proroga delle indagini preliminari.