L’AQUILA – “Non sono gli isolatori di Fip Industriale a essere al centro dell’inchiesta della procura della Repubblica dell’Aquila”.
Lo ribadisce l’avvocato Fabrizio Lemme per conto della stessa azienda padovana, in una nota diffusa con lo scopo fare chiarezza sulle notizie di questi giorni relative alla perizia commissionata dagli inquirenti e che ha dato un verdetto agghiacciante: 200 “molle” inserite sotto le palazzine del progetto C.a.s.e. sono già da cambiare.
Gli isolatori difettosi fanno quindi parte della fornitura effettuata da un’altra aggiudicataria, la Alga Spa di Milano.
Nella nota, l’azienda veneta spiega che in base alle risultanze della perizia “gli isolatori forniti dalla FIP sono rigorosamente rispondenti ai patti contrattuali” mentre il materiale con il quale sono stati realizzati “è perfettamente corrispondente allo scopo”.
Inoltre, “le prove sugli isolatori campioni fatti prelevare dai periti ed eseguite presso il laboratorio scientifico dell’Università di San Diego in California hanno dimostrato che gli isolatori Fip sono funzionanti, idonei e utili allo scopo per il quale sono stati installati”.
Ecco perché, anche se tra i sei indagati della procura aquilana ci sono due massimi dirigenti Fip, la presidente Donatella Chiarotto e l’amministratore delegato Mauro Scaramuzza, all’interno dell’azienda ci si attende che al più presto, passati i tempi tecnici, siano scagionati.
LA NOTA COMPLETA
Insieme all’Avv. Barbara Bisinella, del Foro di Padova, assisto la Dott.ssa Donatella Chiarotto, Presidente del Consiglio di Amministrazione di FIP Industriale S.p.A., nel procedimento n. 122/11 R., della Procura della Repubblica de L’Aquila, avente ad oggetto la fornitura di apparecchiature antisismiche fornite dalla medesima società nell’ambito della realizzazione di abitazioni del progetto C.A.S.E..
Il P.M. procedente, Dott. Rossini, richiese al GIP una perizia da attuare nelle forme dell’incidente probatorio, per l’accertamento della congruità della fornitura di tali dispositivi antisismici da parte di FIP e di altre società.
I periti nominati, Prof. Ing. Alessandro De Stefano e Prof. Ing. Bernardino Chiaia hanno risposto ai quesiti, con relazione depositata l’11.7 u.s., per quel che riguardava la fornitura effettuata da FIP, nei seguenti termini:
gli isolatori forniti dalla FIP sono rigorosamente rispondenti ai patti contrattuali;
il materiale con il quale sono stati realizzati i suddetti isolatori, considerato oggettivamente, è perfettamente corrispondente allo scopo;
gli accertamenti effettuati sui materiali degli isolatori hanno mostrato l’assoluta rispondenza tra i dispositivi realizzati da FIP Industriale SPA e le prescrizioni dei patti contrattuali;
le prove sugli isolatori campioni fatti prelevare dai periti ed eseguite presso il Laboratorio Scientifico dell’Università di San Diego–California hanno dimostrato che gli isolatori FIP sono funzionanti, idonei ed utili allo scopo per il quale sono stati installati;
i campioni, rigorosamente conformi alle richieste di contratto, sono rispondenti alla normativa tecnica vigente all’epoca della loro realizzazione e del loro montaggio.
L’inchiesta sugli isolatori ha preso il via nell’ottobre 2010, quando la procura del capoluogo ha acquisito l’inchiesta giornalistica A prova di sisma di Rainews 24 che per prima aveva sollevato dubbi sulla tenuta e la qualità della realizzazione.
L’appalto complessivo è stato di 13,5 milioni di euro per 7.300 “molle”.
Calvi e Dolce sono stati i primi due indagati, l’inchiesta si è poi allargata ai vertici delle aziende aggiudicatarie, la milanese Alga Spa e la padovana Fip Industriale.
Durissima fu la presa di posizione del procuratore capo Alfredo Rossini.
Parlando delle gare d’appalto, disse che “sono state fatte come si fanno tutte le gare d’appalto, cercando di guadagnare e basta. E cosa fanno poi quasi tutti in Italia? Vanno in prigione, ce li mandiamo noi”, sbottò, anche se al momento non ci sono stati arresti.



